Scuole, altre chiusure nei comuni

Dopo Pescara, anche Cepagatti sospende tutte le lezioni in presenza fino al 16
PESCARA. In Abruzzo l’ordinanza del presidente Marco Marsilio prevede la chiusura delle scuole superiori fino al 21 febbraio su tutto il territorio regionale, ma aumentano di ora in ora i provvedimenti dei sindaci che dispongono la sospensione della didattica in presenza negli istituti di ogni ordine e grado presenti nei loro comuni.
Dopo Pescara, anche Cepagatti, comune di undicimila abitanti contiguo all’area metropolitana pescarese, chiude le scuole per una settimana. Lo prevede un’ordinanza firmata ieri dal sindaco Gino Cantò. Il provvedimento prevede la sospensione delle attività didattiche in presenza, nelle scuole di ogni ordine e grado, da oggi fino al 16 febbraio. Nell’ordinanza viene citata la stessa relazione Asl che ha portato alla chiusura delle scuole di Pescara. «Nell’ambito del generale aumento della popolazione risultata positiva al contagio dal 1° gennaio al 4 febbraio», scrivono gli esperti dell’azienda sanitaria, «i dati rilevati a carico dei soggetti ricompresi nella fascia di età 0-12 nello stesso periodo di osservazione, sono dimostrativi di un trend in progressiva crescita, con un numero percentuale di tamponi molecolari positivi che aumentano dal 4 % al 14 % nello stesso periodo». Anche a Pescara tutte le scuole sono state chiuse fino al 16 febbraio. Stesso provvedimento preso anche nei tre comuni della zona rossa, San Giovanni Teatino, Atessa e Tocco da Casauria, dove tutte le scuole resteranno chiuse fino al 13 febbraio. Restano aperte, invece, gli asili, le elementari e le medie a Chieti e Francavilla, i due comuni messi sotto osservazione da parte della Asl dopo l’impennata di contagi.
ABBONAMENTI BUS. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pietro Smargiassi, attraverso una risoluzione, ha chiesto l’impegno della giunta per aiutare studenti e famiglie che hanno sottoscritto abbonamenti mensili e che, nei fatti, godranno soltanto per metà del servizio di trasporto. «Condivido la scelta del presidente Marsilio di chiudere le scuole, visto che i dati di diffusione della pandemia da Covid 19, specialmente in alcuni territori, non sono purtroppo incoraggianti», spiega Smargiassi. «È necessario però interloquire con le società di trasporto pubblico locale affinché dispongano l’estensione degli abbonamenti degli studenti per i periodi di chiusura forzata delle scuole, che ha comportato l’interruzione delle corse scolastiche. Ho inteso estendere la richiesta di ristoro degli abbonamenti», continua Smargiassi, «anche per coloro che nel 2020, a causa del lockdown diffuso, hanno goduto solo parzialmente del titolo annuale acquistato per il servizio di scuolabus. È importante essere vicini a tutte le famiglie abruzzesi, anche mediante questi interventi, fortemente provate dalla crisi economica che il Covid porta con sé. Importante in questo senso farsi carico di una situazione che purtroppo interessa tantissimi studenti dell’entroterra abruzzese». (g.g.)
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