Scuole, aule anche al MuMi e alla Sirena

Giovedì incontro col Comune: servono spazi per ridurre la didattica a distanza. E c’è il problema del trasporto scolastico
FRANCAVILLA AL MARE. In un periodo di normalità l’anno scolastico non sarebbe ancora terminato, ma l’emergenza legata al coronavirus ha scombussolato i piani di alunni e docenti, spedendo tutti a casa da inizio marzo e obbligando gli addetti ai lavori a proiettarsi alla prossima stagione. Anche per questo Francavilla è già al lavoro per studiare tempi, modi e soprattutto luoghi con cui riaccogliere a settembre gli studenti delle 14 scuole cittadine, garantendo il ripristino della didattica più tradizionale o comunque qualcosa di molto simile.
L’esperienza delle lezioni a distanza, come sottolineato anche dal consigliere Mario Gallo, ha creato delle difformità nel servizio: problemi di connessione, carenza delle strumentazioni, e un livello di preparazione digitale non sempre al massimo, hanno consentito solo ad alcuni di poter fruire al cento per cento del servizio.
Un sistema che di fatto è andato bene per sopperire alla situazione di emergenza che si è venuta a creare all’improvviso, ma che non può essere preso in considerazione per pianificare il prossimo anno scolastico. Per questo Gallo, insieme all’assessore all’Istruzione Francesca Buttari, è al lavoro per studiare una proposta da presentare nell’incontro di giovedì ai due dirigenti scolastici del territorio, Michelina Zappacosta dell’istituto Masci e Daniela Bianco della Michetti, che vorrebbe poter sfruttare alcuni spazi comunali come quelli del Museo Michetti oppure del foyer di Palazzo Sirena, dove poter accogliere gli studenti e creare un’alternanza tra le lezioni in sede e quelle itineranti.
«L’idea nasce dalla volontà di ridurre al minimo la didattica a distanza, riuscendo a riaccogliere a scuola tutti i ragazzi», spiega Gallo, «parliamo per lo più dei bimbi fino ai 10 anni, la cui gestione è sicuramente più complessa. Dovendo garantire il distanziamento, se riusciamo a recuperare dei contenitori come il Museo Michetti o la Sirena dove poter svolgere delle lezioni», prosegue il consigliere comunale, «avremmo più spazio a disposizione anche all’interno delle scuole. Inoltre potrebbero essere sfruttati anche gli spazi esterni, soprattutto durante i mesi più caldi. Questo chiaramente richiede l’adeguamento dei locali per allinearli alle disposizioni antivirus e anche del personale preposto al controllo. Ma per farci trovare pronti a settembre dobbiamo partire subito».
La pensa così anche l’assessore Buttari: «Purtroppo questa è stata un’altra occasione persa per intervenire sull’edilizia scolastica. Adesso però dobbiamo guardare al futuro e studiare come accogliere i nostri ragazzi a settembre, perché pensare di andare avanti con le lezioni da casa è difficile. Servirà un fondo per la ripartenza», continua l’assessore all’Istruzione, «con cui dotare tutte le scuole dei dispositivi di sicurezza e dei mezzi necessari a garantire il distanziamento. L’utilizzo di spazi come ad esempio quelli del Museo Michetti possono aiutare ad alternare le lezioni con la sede scolastica».
Rimane però il problema scuolabus: «Ci stiamo lavorando», chiosa Buttari, «ma se ogni pullman potrà trasportare la metà degli studenti resta complicato garantire il servizio».
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