Scuole, fine anno anticipato Ipotesi estrema del governo

In Abruzzo sono in attesa oltre 170mila studenti e quasi ventimila docenti
PESCARA. Tre ipotetici scenari per il prossimo futuro della scuola ai quali sta lavorando il ministero dell’Istruzione. Scenari che in Abruzzo tengono in sospeso 171mila 470 studenti e i quasi 20mila insegnanti che dal 5 marzo scorso non siedono su banchi e cattedre. Il rientro in classe dipende ovviamente dal ritmo di questa emergenza. Di sicuro, come confermato anche dal ministro Lucia Azzolina, non si torna venerdì 3 aprile, data indicata dal decreto attualmente in vigore (presto ne uscirà uno nuovo). Le ipotesi sono state elaborate con indicazioni di epidemiologi e statistici.
DOPO PASQUA? La prima ipotesi, la meno plausibile visti i numeri di diffusione del Covid-19 ancora elevati, contempla un ritorno a scuola mercoledì 15 aprile, dopo le festività pasquali. Scelta complicatissima in considerazione dell’attuale scenario epidemiologico.
PRIMO MAGGIO. Il secondo scenario previsto dal Ministero ipotizza una ripresa delle lezioni in un arco temporale compreso tra lunedì 4 e venerdì 15 maggio. Date possibili se il picco dei contagi dovesse arrivare alla fine di questo mese. In un’ottica del genere, secondo i piani del governo, sarebbero possibili le verifiche in classe per gli studenti.
IL NON RITORNO. È il terzo e più plausibile scenario, al momento, stando alle indiscrezioni che trapelano dagli uffici di viale Trastevere a Roma. La possibilità di chiudere l’anno scolastico senza un effettivo rientro in classe, anche alla luce del balzo in avanti dei contagi negli ultimi giorni. A tal proposito l’ultimo decreto Cura Italia ha previsto la validità dell’anno scolastico anche se non dovesse arrivare a 200 giorni di lezioni.
E LA MATURITÀ? È il vero nodo. In Italia le prove riguarderanno poco meno di 500mila studenti (la data fissata è il 17 giugno), circa 11mila in Abruzzo. Nel pianeta scuola c’è chi ipotizza che potrebbe addirittura svolgersi “da remoto”, visto che attualmente molti docenti si sono attrezzati e stanno interrogando on line grazie alla didattica a distanza. Ma è probabile che il ministero di viale Trastevere faccia il possibile per salvare gli esami di Stato.
«OBIETTIVO SICUREZZA». «Sugli scenari», ha ribadito ieri la ministra Azzolina, «li stiamo pensando tutti, ma saranno le autorità sanitarie a dirci quando i nostri studenti potranno ritornare a scuola in sicurezza. Non è possibile al momento dare una data per l’apertura». Sulla maturità, la titolare di viale Trastevere fa sapere che il ministero sta ragionando su «varie soluzioni, si sta preparando a tutte le eventualità. Non abbiamo ancora parlato di commissioni interne o esterne».
NO A SCORCIATOIE. La ministra non vuole sentir parlare di esame di Stato semplificato: «Gli studenti vogliono un esame serio, in linea con quello che stanno apprendendo».
LA TERZA MEDIA. Quanto agli esami di terza media, a giugno, le date non vengono stabilite dal ministero dell’Istruzione ma in autonomia da ogni singola scuola e si sostengono nel periodo compreso tra l’ultimo giorno di scuola (in Abruzzo previsto l’8 giugno) e il 30 giugno. Se sarà possibile svolgerli, rimane un interrogativo. «Non si possono fare previsioni», commenta il presidente dell’Associazione presidi, Antonello Giannelli, bisogna sentire cosa diranno il Comitato tecnico scientifico e gli altri esperti. Fare ipotesi al momento è un esercizio sterile».
CHIESTA CONDIVISIONE. «Se ci saranno decisioni sulla chiusura dell’anno scolastico vorremmo che la ministra Azzolina ci convocasse. Sarebbe stato utile un grande accordo quadro con una piattaforma condivisa», commenta Maddalena Gissi, leader della Cisl Scuola. Per Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola, «un governo attento si dota di un Piano strategico, non si può aspettare, uno scenario va dato, per far capire come si deve andare avanti».
DIDATTICA A DISTANZA. Il Cura Italia ha previsto un sostegno alle piattaforme per la didattica a distanza. Formula attualmente adottata in quasi tutti gli istituti abruzzesi, con modalità differenti. Sono in arrivo per le scuole 8,2 milioni per potenziare la didattica a distanza e sono stati stanziati 70 milioni per far acquistare alle scuole dispositivi (tablet, computer e altro) da dare in comodato d’uso agli studenti privi di mezzi e in situazione di svantaggio socio-economico.
LIBERA SCELTA SUI VOTI. La ministra Azzolina assicura che «l’anno scolastico sarà salvo in qualsiasi caso». E sui voti che vengono dati con la didattica a distanza fa sapere che vige la libertà d’insegnamento: «Sulla base dell’autonomia e dei criteri decisi dal collegio, i docenti valutano, non ci sono indicazioni che vengono a livello centrale».
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