Scuole insicure, la protesta dei Comitati

5 Maggio 2017

Trecento strutture a rischio, delegazione ricevuta in Regione dai capigruppo. Lolli: «Non ci sono soldi per nuovi edifici»

L’AQUILA. Non solo gli ospedali, ma anche le scuole sono la parte vulnerabile dell’Abruzzo. Nel territorio regionale gli edifici scolastici sono 1.300 e di questi 313 sono quelli sottoposti a verifiche, perché segnalati dai Comuni a “rischio sismico”. Per molti di questi edifici i rilievi da parte dei tecnici sono in corso o ancora da fare.
Il problema della messa in sicurezza delle scuole è sempre quello: i soldi non ci sono. Le verifiche tecniche costano dai 12 mila ai 20 mila euro a edificio. Ieri mattina il vice presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, incontrando una delegazione dei Comitati provenienti da tutto l’Abruzzo, riuniti per manifestare davanti alla sede dell’Emiciclo, all’Aquila, ha detto che ci sono problemi che la Regione sta cercando di risolvere. «I soldi ci sarebbero, abbiamo presentato un emendamento per estendere anche ai danni del vecchio sisma del 2009 le normative previste per gli ultimi terremoti e le coperture finanziarie. Chiediamo procedure accelerate», ha detto Lolli, «altrimenti rischiamo di aspettare anni. È difficile poter ricostruire nuovi edifici, anche se personalmente credo sarebbe la strada più facile e economica. Nelle aree del cratere si spendono 3 miliardi l’anno per i danni del terremoto del 2009, poi ce ne sono stati altri tre... Si potrebbe spendere molto meno facendo prevenzione, portando gli edifici a una situazione di sicurezza».
Una delegazione dei Comitati è stata accolta dal consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante, di Giulianova. La delegazione ha chiesto un incontro con il presidente Luciano D’Alfonso, che stava rispondendo a interpellanze e interrogazioni in consiglio. Alla fine D’Alfonso non ha incontrato i Comitati, ma sono stati ricevuti da Lolli e dai capigruppo. In particolare Paola Cardelli, Fabio Berardini e Maria Cristina Marroni, consiglieri comunali di Teramo, hanno espresso contrarietà e delusione alla fine dell’incontro. «Voi chiedete tempo, ma non c’è più tempo», ha detto la Marroni, rispondendo in particolare al capogruppo di Articolo 1, Mario Mazzocca, che chiedeva tempo e, irritato, ha lasciato l’incontro. «All’Aquila, ad esempio, dal 2009 a oggi per le scuole non è stato fatto nulla», ha proseguito la Marroni, «a settembre si tornerà a scuola. Cosa succederà?».
I Comitati erano rappresentati anche da Marcello Masciotti e Daniele Moretti, di Lanciano, Piero Chiarini, di Teramo Nostra, e quelli aquilani 3e32, CaseMatte, Uds L’Aquila, L’Aquila che Vogliamo. Per l’Usb (Unione sindacati di base) è intervenuto da Roma Guido Lutrario. Il vice presidente Lolli ha sottolineato in conclusione che «D’Alfonso non è venuto - dovete accontentarvi di me! - ma ha preso l’impegno di ricevere i Comitati in una riunione di giunta. Quello delle scuole è il problema dei problemi e ci sarà un banco di prova: le iscrizioni al prossimo anno. Lì verificheremo il reale spopolamento».
«Nel frattempo faremo incontri nei vari comuni dei crateri», ha detto Marcello Masciotti, «se non ci saranno soluzioni a breve per le scuole, ma non solo, perché l’Abruzzo si è scoperto vulnerabile anche per calamità come frate e forti nevicate, allora la protesta diventerà pesante».
A proposito di spopolamento, nella delegazione c’erano anche alcuni commercianti teramani, come Alessandra Cerulli, che rischia di chiudere: «Ho la mia tabaccheria a Colleatterrato, il quartiere si è svuotato e i miei affari sono scesi del 70%. Non riesco più a tirare avanti. E come me ci sono tanti altri commercianti».
«La situazione è drammatica, abbiamo approvato un emendamento, su nostra proposta, per la sospensione delle tasse, dei mutui e delle spese, per un sostegno finanziario», ha detto il capogruppo del M5S, Riccardo Mercante, «ma non si riesce a convocare intorno a un tavolo l’Abi (l’Associazione bancaria) per concretizzare quanto fatto a livello normativo. È l’ultimo atto e non si riesce a fare. Perché? Non lo so, forse la politica ha altri interessi». Paola Cardelli ha consegnato ai capigruppo un documento con richieste e proposte per risolvere al più presto il problema della messa in sicurezza degli edifici scolastici».
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