Scuole, l’Abruzzo chiede di rimandare l’apertura

Marsilio al Governo: «Meglio dopo le elezioni del 20 e 21 settembre»
PESCARA. «Penso che se invece di incaponirsi su una data, che ha ormai il sapore di una bandiera politica, il Governo ascoltasse Regioni ed enti locali, potremmo arrivare all’apertura qualche giorno dopo (come proposto anche dall’Anci Abruzzo), con una maggiore organizzazione e minori costi di sanificazione dovuti al turno elettorale del 20-21 settembre».
Così dice il governatore Marco Marsilio. La ripartenza delle scuole va rinviata a dopo le elezioni. È troppo presto riaprirle il 14 settembre per soli tre giorni e poi richiuderle lasciando lo spazio alle urne elettorali del 20 e 21 settembre. Quindi disinfettare tutte le aule, con costi altissimi, per far rientrare i ragazzi in classe.
«Noi continuiamo a collaborare con il Governo», incalza il presidente, «per rendere possibile l’apertura in sicurezza delle scuole, ma la confusione con cui ci si avvicina al 14 settembre rende sempre più complicato l’obiettivo».
LO SCONTRO. Le Regioni, con l’Abruzzo in prima linea, ieri mattina hanno formalmente chiesto il rinvio. Ma il governo ha rilanciato con l’acquisto di milioni di mascherine per tutti, studenti e i docenti. Sulla riapertura della scuola a settembre si è così consumato un nuovo scontro tra governo e regioni. Nella riunione, avvenuta in modalità audioconferenza, si è discusso anche del nodo dei trasporti scolastici. Ma anche in questo caso l'accordo non c’è.
I governatori, guidati dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, sono stati netti: o si arriva a un'intesa «chiarendo i limiti delle capienze dei bus o si rischia il caos, non ce la facciamo». L'obbligatorietà delle mascherine a scuola è stata poi ribadita più volte dagli esperti del comitato tecnico scientifico. Ma anche in questo caso molte Regioni, guidate da Lega e centrodestra come Veneto e Liguria, contestano. Impossibile – dicono – farle indossare agli alunni per tutto il tempo delle lezioni.
CHI C’ERA. Per l’Abruzzo hanno partecipato al vertice con i ministri Azzolina, Boccia, Speranza e De Micheli, il governatore Marsilio e il sottosegretario con delega ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis mentre altri due assessori, Nicoletta Verì (Sanità) e Piero Fioretti (Istruzione) venivano tenuti al corrente in tempo reale di quanto stava accadendo.
IL NODO DEI TRASPORTI. Il braccio di ferro sui trasporti, che ha dato l’incipit, nasce dalla prescrizione del Comitato tecnico scientifico sul distanziamento di un metro tra passeggeri. Un limite, contestano i governatori, che porterebbe il trasporto pubblico urbano ed extraurbano a viaggiare al 50-60% della capienza. E dunque a lasciare a piedi la metà degli alunni. Oppure, come intende fare l’Abruzzo, a “requisire” i pullman turistici delle aziende private.
ASSUNZIONI E MASCHERINE. Il ministro Lucia Azzolina ha ribadito che sono partite le assunzioni di personale straordinario. Il commissario Domenico Arcuri ha assicurato che è partita anche «la distribuzione di milioni di mascherine e gel», e che entro ottobre saranno distribuiti tutti i banchi.
Ma finora – ha aggiunto – di due milioni di test sierologici ai docenti ne sono stati fatti meno dell’1% (alcune regioni come l’Abruzzo fino a ieri erano a quota zero; la migliore, l’Umbria, è invece 5%).
LA DELIBERA È PRONTA. L’Abruzzo intanto ha preparato una delibera da approvare in giunta. Ma prima dovrà partecipare alla conferenza delle Regioni prevista inizialmente per oggi e poi rinviata a domani. Netta è la posizione di Marsilio: «Sulla riapertura delle scuole», dice il governatore, «le Regioni hanno parlato chiaro e detto per l’ennesima volta al Governo che in queste condizioni non è possibile assicurare il servizio, soprattutto quello di trasporto. Non si tratta di pregiudizio di parte: a farsi portavoce delle criticità sono stati i presidenti e gli assessori delle Regioni governate dal Pd (Emilia-Romagna, Campania, Toscana, Puglia), non solo quelli di centrodestra», precisa Marsilio che continua.
TUTTO SLITTA A DOMANI. «Sul trasporto scolastico c’è stato un ulteriore rinvio a venerdì pomeriggio, con una riunione specifica dopo la Conferenza unificata che approverà il documento sulla riapertura delle scuole che ci è stato illustrato», (il Centro ha dedicato nei giorni scorsi tre servizi al documento dell’Istituto superiore di sanità che detta le linee guida per le scuole), «ma se il Governo non darà al Comitato tecnico-scientifico degli indirizzi precisi, invece di scaricare la responsabilità alle Regioni di rendere operative le decisioni», continua il governatore dell’Abruzzo, «non saremo in grado di assicurare la mobilità per il numero necessario».
IL CASO OSPEDALI. Marsilio infine ha sollecitato il ministro Boccia ad affrontare il tema dell’attuazione della Rete Covid: «Sono ormai settimane che il Ministero le ha approvate», dice, «ma siamo fermi e non possiamo fare i lavori per potenziare terapie intensive e pronto soccorso perché i fondi e i poteri sono nella disponibilità del Commissario straordinario. Rischiamo di perdere altro tempo e di trovarci impreparati di fronte a una seconda ondata, mentre abbiamo passato l’estate a discutere di discoteche e di come restare a un metro di distanza nei bus».

