Scuole, la Giannini: per l'Abruzzo già stanziati 40 milioni

27 Marzo 2015

Il ministro dell’Istruzione ha visitato delle scuole nel Pescarese, nell’area teatina e nel Teramano. Confronto con presidi e docenti su sicurezza e riforma

PESCARA. Mattinata abruzzese per il ministro dell’istruzione, Stefania Giannini. Il ministro è giunto intorno alle 9,30 all'aeroporto d'Abruzzo di Pescara con il volo Ryanair proveniente da Bergamo Orio al Serio. Ad accoglierlo le senatrici Vittoria D'Incecco (Pd) e Federica Chiavaroli (Ncd) e il sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci che ha ringraziato il ministro Giannini per il finanziamento pubblico di 1,35 milioni di euro ricevuto per l'adeguamento sismico del plesso scolastico di Largo Wojtyla.

Il sindaco, accompagnato dal direttore didattico del comprensorio “Galileo Galilei” Alfredo Schiazza, ha esposto al ministro le problematiche riguardanti le scuole del comprensorio, che è in costante crescita e fra i più grandi d'Abruzzo. Era presente anche l'assessore alle Politiche del Lavoro di S. Giovanni Teatino (Chieti) Alessia Chiacchiaretta. Successivamente, il ministro ha visitato due scuole di Silvi, la Pascoli e la Bindi, percorrendo a piedi insieme al sindaco Francesco Comignani e alla dirigente scolastica Maristella Fortunato (che conosce personalmente la Giannini e l'ha invitata) il tratto di strada che separa i due edifici. La storica scuola elementare Bindi è stata dichiarata inagibile dopo il terremoto del 2009 ed è tuttora vuota, ma dovrebbe riaprire nel prossimo anno scolastico a seguito di lavori di ristrutturazione e messa a norma, ormai quasi completati, che sono stati illustrati dagli amministratori comunali al ministro.

«Il momento più piacevole è stato quando ho visto il testo di legge definitivo pronto ad entrare in Parlamento. Spero sia per voi il più bel regalo che questo Governo potesse fare», ha detto il ministro rispondendo agli alunni che le chiedevano momenti più piacevoli e più difficili della sua attività. Tra i più difficili, per il ministro, quando «si deve scegliere tra due soluzioni» e non si è convinti.

A Pescara, a  margine della visita all'Istituto Alberghiero "De Cecco", in cui recentemente era crollato un pezzo di intonaco di un'aula ferendo lievemente tre studenti, il ministro Giannini ha detto: «Abbiamo fatto una scelta politica decisamente innovativa che credo alla fine premierà, non tanto e solo il Governo, quanto la società civile italiana. Abbiamo tolto il discorso, la narrazione e la riflessione dei temi della scuola dalle aule - ha spiegato il ministro - e l'abbiamo portata nel Paese».

«I sindacati sono interlocutori importanti se avranno la bontà di leggersi questo disegno di legge, di confrontarsi adesso sui temi, sulle singole proposte, troveranno molte risposte ai loro interrogativi, quelli che da anni pongono inutilmente perché non hanno trovato mai una disponibilità governativa in tal senso».

La sicurezza. «L'Abruzzo ha avuto un contributo complessivo per "scuole belle" e "scuole sicure" di 41 milioni di euro, di cui 27 dedicati all'abbellimento degli edifici e il residuo per la messa in sicurezza», ha detto poi il ministro a margine della visita. «È stato speso tutto il fondo - ha spiegato il ministro - con buona resa anche tra i finanziamenti e la realizzazione dei lavori per le 'scuole bellè, mentre sono in corso di attivazione i lavori che riguardano la sicurezza». «So bene dell'episodio che ha riguardato questa scuola - ha sottolineato - che per fortuna non ha fatto nessun danno, se non strutturale: ho sentito il preside proprio in quei giorni e sono qui anche e soprattutto per questo».

Nel provvedimento legislativo che va in commissione Camera lunedì - ha detto ancora il ministro - abbiamo un articolo, quello finale, che riguarda l'edilizia scolastica sul quale c'è una misura importante che, diciamo, si collega anche a quanto avvenuto in questo edificio, cioè il crollo dei soffitti che purtroppo, soprattutto nei decenni '70 e '80, cui risalgono molti degli edifici scolastici italiani, sono stati fatti con criteri che qualche volta hanno dato problemi strutturali importanti».

Le riforme. Poi un commento sulle riforme: «Non ci sarebbe stato bisogno di una "buona scuola" se i Governi che ci hanno preceduto avessero fatto quello che si doveva fare, cioè monitorare, programmare e investire denaro sulla scuola».  

«Il nostro Governo - ha proseguito - lo sta facendo appunto da un anno, sia sulla parte strutturale, sia su quella dei contenuti e del rinnovamento di un progetto educativo che entra in parlamento lunedì. Complessivamente nell'arco del triennio dal 2014 al 2016 il Governo Renzi stanzierà 3,1 miliardi di euro: li unisca ai quattro miliardi nel triennio per la "buona scuola", provvedimenti già previsti nella legge stabilità del 2015. Mi sembra già un'imponente iniezione di energia». (d.f./fab.i.)