Scuole, piano del Comune per le mense e i pulmini

1 Luglio 2020

Il vice sindaco: «Due ipotesi allo studio, ma gli alunni mangeranno nei refettori» Pochi i mezzi per il trasporto se si dovranno adottare le misure anti-contagio 

FRANCAVILLA. Il servizio mensa e il trasporto scolastico animano i pensieri degli addetti ai lavori a Francavilla, in vista del ritorno sui banchi a settembre. Per adesso, alcune indicazioni sono arrivate circa la refezione, mentre per lo scuolabus bisognerà presumibilmente attendere le prossime settimane e valutare l'andamento del virus, ma è chiaro che se verrà richiesto di adottare sui pulmini le stesse misure prescritte per il trasporto pubblico, questo complicherà non poco le cose, per numero di mezzi attualmente a disposizione e per l'aumento dei costi. Ma andiamo con ordine.
Partendo dalla mensa, gli ultimi aggiornamenti arrivati dal ministero tracciano due ipotetiche strade, entrambe atte a garantire l'espletamento del servizio. La prima punterebbe a lasciare invariata la situazione presente prima dello scoppio del coronavirus, con le cucine aperte in tutte le scuole dove sono presenti e il pranzo consumato nei refettori. A questa ipotesi però, negli ultimi giorni, se ne è aggiunta una seconda ispirata al concetto del lunch box, vale a dire il cofanetto con il pranzo pronto da consegnare agli alunni e da consumare sempre all'interno dei refettori.
In questo caso, al posto delle dieci cucine attualmente funzionanti all'interno dei tredici plessi scolastici cittadini, ci sarebbe un centro di cottura unico in grado di soddisfare il fabbisogno di tutti gli alunni di Francavilla, con tanto di servizio di consegna. Anche in questo caso comunque, il pasto verrebbe consumato nei refettori, tanto che ai dirigenti scolastici è stato chiesto di lasciare intatti gli spazi dedicati alla consumazione del pranzo, facendo tramontare l'idea del pasto in aula.
Le ipotesi, confermate dal vice sindaco Francesca Buttari, verranno discusse probabilmente nella consueta riunione tra l'amministrazione e i dirigenti delle scuole cittadine della settimana prossima, anche per iniziare a incolonnare qualche tassello funzionale alla riapertura fissata tra due mesi. Molte meno indicazioni sono invece arrivate fin qui sul discorso legato al trasporto scolastico, per il quale anche il Comune di Francavilla resta alla finestra in attesa di saperne di più. Quello che si può dire fino a questo momento è che se dovesse essere richiesto il distanziamento sociale sui cinque pulmini in dotazione al Comune, da circa quaranta posti ciascuno, servirebbe se non un raddoppio almeno un’implementazione di tre o quattro unità in grado di soddisfare il fabbisogno degli alunni.
Un'ipotesi questa che, come sottolineato sia da Buttari sia dall'assessore al bilancio Rocco Alibertini, comporterebbe un significativo aumento della spesa per l'ente, insostenibile senza l'aiuto da parte dello Stato. Inoltre, accanto al discorso economico, rimarrebbe da risolvere quello degli ingressi scaglionati, con gli studenti che in base alle organizzazioni delle singole scuole hanno il suono della prima campanella in una fascia oraria spalmata su più di 90 minuti.
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