Sdraio e ombrelloni? Si paga quando si può

PESCARA. Prenotano l'ombrellone, lasciano un acconto e poi, a fine stagione, scappano senza pagare. Il vizietto dei bagnanti di dimenticare il conto nelle concessioni dove si è passata l’estate di...
PESCARA. Prenotano l'ombrellone, lasciano un acconto e poi, a fine stagione, scappano senza pagare. Il vizietto dei bagnanti di dimenticare il conto nelle concessioni dove si è passata l’estate di ombrellone, sedie e sdraio è un altro dei problemi che i balneatori si trovano a fronteggiare. Già alle prese con i guai provocati da inquinamento, erosione, tasse demaniali e capricci meteorologici, tra i balneatori del litorale cittadino è difficile trovarne uno dove qualche cliente non abbia lasciato debiti e di altri che pagano, se tutto va bene, a rate durante l'inverno. E i debitori non fanno neppure la fatica di trovare giustificazioni.
«Se ne vanno e basta» raccontano tanti concessionari del mare. «Poi li rivedi in qualche altro stabilimento, ti passano avanti e neppure ti salutano» racconta Patrizia Di Girolamo, de La Capannina, nelle vicinanze della Madonnina e il Ponte del mare. Più a sud, a Le Nereidi, Pasquale e Carlo Campagna, padre e figlio, parlano di «clienti che arrivano, lasciano un acconto di 200 euro, ma a fine stagione se ne vanno. L'anno successivo ritornano, saldano il vecchio conto e liquidano in anticipo parte del nuovo». Alla Stella d'oro, i fratelli Giuseppe e Annalisa Monti avvertono che «il furbetto c'è sempre, ma chi non può saldare subito lo fa a rate durante l'inverno». Clea Rocco del 186 parla di «richieste di sconti che sono vere e proprie speculazioni sulla base di tutte le problematiche che stanno assalendo la categoria». Lo sconticino è richiesto anche al Pirata «almeno il 15-20 percento» dice il titolare, Angelo Sissa, «su prezzi di ombrelloni e palme che oscillano tra 300 e mille euro».
Al lido La Caravella, «mai avuto questi problemi, i nostri clienti sono corretti» afferma Tiziana Comignani, mentre per i neofiti di Ombretta-Tanabata, Nico Lerri e Silvano Lopo, al primo anno di gestione, il problema non si pone: «Qui si paga e basta». (c.co.)
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