«Se Luciani va alla Regione faremo le primarie»

24 Agosto 2018

Francavilla, la segretaria del Pd Di Battista: «A settembre l’incontro per chiarire» Ma il responsabile di Pescara Tocco critica la decisione del sindaco di lasciare

FRANCAVILLA. È stato pubblicato nella giornata di ieri il bollettino ufficiale della Regione Abruzzo dal quale si evince che il periodo di tempo che ci divide dalle elezioni regionali è, ad oggi, incerto. Si potrebbe andare alle urne tra 90 giorni così come invece potrebbe accadere tra 120 giorni.
Un’incertezza che si respira anche tra le fila del Partito Democratico abruzzese, avvolto da una nube di fumo soprattutto per quanto riguarda la candidatura dell’attuale sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, a governatore della regione. Volontà da lui stesso ribadita in una videointervista postata sul proprio profilo Facebook pochi giorni fa in cui si dice pronto a fare il proprio nome nel caso in cui dovesse presentarsi tale necessità. «Ne parla da più di un anno ormai», dice il segretario provinciale del Pd di Pescara, Enisio Tocco, «ma di ufficiale nelle segreterie del partito non è giunto ancora nulla. È giusto che chi ha una buona esperienza a livello comunale e provinciale abbia la possibilità di accedere alla presidenza della regione, ma la volontà di lasciare un incarico appena ottenuto grazie ai voti e quindi alla fiducia dei cittadini mi lascia perplesso, soprattutto data la presenza di un recente precedente come quello dell’ormai ex presidente Luciano D’Alfonso e di tutto il caos che ne è derivato. Se dovessero pervenire altre candidature, personalmente, darei la precedenza agli altri nomi per pura ragione organizzativa».
Si respira un’aria di crisi interna che porta i propri membri a chiedersi se sia giunto il momento di cambiare qualcosa o meglio di ritornare ai vecchi tempi. «Il Pd ormai è ritenuto un partito d’élite dai cittadini ma anche dagli stessi membri», aggiunge Tocco, «bisogna smetterla di anteporre il proprio interesse personale e il proprio avanzamento di carriera ai bisogni reali di chi ci vota, il partito deve schiarirsi le idee, tornare a credere in ciò che fa e soprattutto capire che la chiave per ripartire e migliorarsi è ritornare ai tempi in cui il lavoro veniva svolto in mezzo alla gente e per la gente comune». «È proprio dai cittadini che dobbiamo ripartire», rimarca Tocco, «valorizzando e dando spazio a nomi che si sono distinti nella politica delle piccole realtà facendo il possibile per migliorarle».
La lista di possibili nomi di candidati pronti a prendere il posto di Luciani è però anch’essa avvolta dal mistero: «Non abbiamo ancora ricevuto candidature ufficiali, coloro che hanno espresso la volontà di candidarsi non hanno ancora dato alcuna conferma», dice il segretario cittadino dei dem, Monica Di Battista, che rimanda tutto al mese di settembre, data in cui si terrà il primo incontro ufficiale di partito dopo la pausa estiva, ma che apre poi la strada alla possibilità di indire le primarie «qualora ci fosse una rosa di diversi nomi».
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