«Se va giù la Sirena, si dovrà abbattere mezza città»

2 Dicembre 2015

Francavilla, l’ambientalista Zulli contesta l’annuncio elettorale di Luciani che ha detto di voler demolire la facciata razionalista del vecchio edificio

FRANCAVILLA. Un referendum per dare la parola agli elettori sull’abbattimento di Palazzo Sirena prospettato dal sindaco Antonio Luciani e sull’eventuale demolizione di altre costruzioni invasive. La provocatoria proposta arriva dell’ambientalista Bruno Zulli. «Il sindaco pro-tempore Luciani mette nel suo programma elettorale l’abbattimento della parte più antica del Palazzo Sirena» rileva Zulli. «Penso che la demolizione in questa città non sia un’idea peregrina, è un’idea che va perseguita con attenzione e oculatezza» aggiunge, prospettando un corposo elenco di opere, pregresse o in fase di costruzione, che a suo dire, andrebbero buttate giù. In cima alla lista, «il resort al confine tra Pescara e Francavilla sul viale Alcione, ma anche tutto quello che è abusivo ed è in attesa di eventuale condono. Ciò che è stato realizzato sul demanio marittimo e che ha modificato la geografia di Francavilla. Tutte le opere, pubbliche e private, costruite a due passi dal mare e quello che è stato edificato o si sta costruendo in prossimità dei fiumi Foro e Alento» incalza Zulli, ricordando che in altri paesi europei, come la Gran Bretagna, «non si può costruire niente fino a 300 metri di distanza dal mare e dai fiumi». Andrebbero abbattuti, «i manufatti con cui sono stati ricoperti i fossi colatori, i chiavicotti e i canali di scolo; le case private contrabbandate per opere importanti, costruite o da costruire su zone destinate a essere salvaguardate come parchi, zone archeologiche, zone a verde, zone edificate. In più» aggiunge Zulli, «tutte le opere abusive private quali mansarde, sottotetti e altro, che offrono una bruttissima immagine della città».

Entrando nello specifico di Palazzo Sirena, l’ambientalista contesta l’idea di Luciani. «Si vuole demolire la parte costruita dopo la guerra che, pur non essendo una grande opera d’arte, è comunque una palazzina di stile razionalista. Come tale andrebbe preservato e conservato, caso mai ristrutturato e valorizzato come centro culturale polivalente. La parte brutta è quella costruita negli anni ’90, la parte nuova e l’ampliamento sul vecchio, che non si capisce da cosa abbiano preso ispirazione e che motivazioni progettuali e architettoniche abbiano e a quale movimento artistico si ispirino. Sono opere sbagliate, da abbattere, per consentire il recupero del roof-garden e della parte retrostante da destinare a luogo di spettacoli. Il Comune potrebbe indire un referendum con più quesiti» propone Zulli, «per far decidere agli elettori se vi sia qualcosa da abbattere e che cosa, o se il Palazzo Sirena va conservato così com’è».

©RIPRODUZIONE RISERVATA