Seconde case date ai parenti, sì all’agevolazione sull’Imu

MANOPPELLO. Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità l'emendamento presentato dalla consigliera di minoranza, Barbara Toppi (foto), in merito all'applicazione di un'aliquota Imu agevolata (7,3...
MANOPPELLO. Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità l'emendamento presentato dalla consigliera di minoranza, Barbara Toppi (foto), in merito all'applicazione di un'aliquota Imu agevolata (7,3 per mille) per le case concesse in comodato gratuito a parenti di primo grado (genitori e figli). È un impegno che l'amministrazione del sindaco Gennaro Matarazzo aveva preso nel 2012 quando, su proposta della stessa Toppi, allora in maggioranza, L’assemblea votò all'unanimità una delibera che impegnava l'ente a ridurre l'aliquota Imu sulle seconde case concesse in comodato gratuito ai parenti, a partire dal 2013, circostanza che ha portato a un risparmio medio di circa 270 euro a famiglia a chi ha dato in comodato d'uso ai propri familiari non pagando la seconda rata Imu.
«Nel 2014» ricorda la Toppi «l'amministrazione aveva dimenticato l'impegno preso, tant'è che sia nel regolamento comunale sull'applicazione dell'Imu, sia nel provvedimento di approvazione delle aliquote, non vi era traccia dell'agevolazione per questa tipologia di proprietari, che quindi sarebbe tornata a pagare l'Imu al 10,6 per mille, come per le seconde case. L'agevolazione proposta è un po' più bassa di quella concessa nel 2013 (5,3 per mille)perché per queste abitazioni (che restano pur sempre "seconde case") non si pagherà la Tasi, che è del 2 per mille. Resta da rispettare, inoltre, il vincolo dell'Isee: il nucleo familiare del proprietario concedente non deve avere un reddito Isee 2013 superiore a 20mila euro, in modo da venire in contro alle fasce più deboli della popolazione, soprattutto ai pensionati e a quelle alle persone anziane che hanno concesso in comodato d'uso l'abitazione ai propri figli».
Per convincere gli altri consiglieri della fattibilità dell'operazione, la Toppi ha stimato il cumulo delle mancate entrate derivanti dall'agevolazione consistenti in circa 6 mila euro. «Una cifra irrisoria» commenta «confrontata alla previsione del gettito Imu, che ammonta a oltre un milione di euro».
Walter Teti
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