Secondi in Italia per casi attivi Gli esperti: il rischio resta alto

La discesa lenta dei contagi non basta. E per l’Iss la Regione continua a inviare dati incompleti
Sfiorando l’8% della popolazione positiva, l’Abruzzo è la seconda regione in Italia per casi attivi in proporzione al numero degli abitanti.
Lo certifica la Fondazione Gimbe, con il suo report aggiornato al 25 gennaio: quel giorno l’Abruzzo aveva 7.496 attualmente positivi ogni centomila abitanti, dietro solo al dato dell’Emilia Romagna (8.601) e ben più alto di quello nazionale (4.509). Ieri, però, il dato sugli attualmente positivi è cresciuto ancora, raggiungendo la nuova quota record di 106.162 casi attivi in regione.
Questo, grazie ai 3.102 contagi scovati nelle ultime 24 ore, che però confermano il trend di lenta discesa della diffusione del virus.
Stabile, anche se in leggerissimo calo a livello giornaliero, il numero dei ricoveri in ospedale. L’Abruzzo resta comunque nella fascia di “rischio alto” per l’Istituto superiore di sanità, a causa però della carenza di dati che la Regione invia al ministero, e in piena zona arancione. E lo stesso referente sanitario regionale per le emergenze Alberto Albani parla di una «discesa lenta» e di una «pressione ospedaliera ancora alta rispetto ai dati nazionali».
Ieri, intanto, il bollettino quotidiano della Regione ha segnalato altre sette vittime delle complicanze del virus, che portano il tragico conto dei decessi dall’inizio della pandemia a 2.793: si tratta di un 77enne di Lanciano, di una 77enne di Bucchianico e di un 81enne di Castellalto e di altre quattro persone decedute nei giorni scorsi ma che non erano state ancora conteggiate ufficialmente dalla Regione.
CALO NEI CONTAGI
Il bollettino di ieri segnala 3.102 nuovi contagi. Sono ancora tanti, ma c’è una buona notizia: sono 639 in meno del venerdì precedente, il 21 gennaio, quando se ne registrarono 3.741. I nuovi guariti sono 293: troppo pochi per far segnare un calo nel numero degli attualmente positivi, che resta sopra la quota di 106mila abruzzesi.
Tra le province, il record giornaliero è ancora del Chietino con 874 nuovi casi, poi il Teramano e il Pescarese a 738 e infine l’Aquilano a 669. Tra le città, Pescara svetta ancora su tutti con 264 nuovi positivi, seguita da Teramo (153) e L’Aquila (147). Sopra a cento casi anche Avezzano (142), mentre Chieti di poco sotto (99).
RICOVERI STABILI
Scende leggermente il numero dei pazienti ricoverati in area medica, che passa da 415 a 412 in un giorno. Il tasso di occupazione dei posti letto in area medica resta quindi al 31%, sopra alla soglia da zona arancione del 30%.
Stabile a 40 invece il numero dei pazienti in terapia intensiva. In questo caso il tasso di occupazione resta quindi al 22%, mentre la soglia da arancione è al 20%.
Sono invece 105.710 gli abruzzesi in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
«DISCESA LENTA»
La discesa c’è ma è ancora lenta. Lo dicono i dati, lo certifica il referente regionale delle emergenze Alberto Albani.
«Dall’analisi dei dati epidemiologici si registra in Abruzzo, negli ultimi giorni, una lenta ma costante diminuzione nel numero di casi positivi Sars-Cov 2, positività fra l’altro differente nelle varie province in rapporto non tanto al numero assoluto di abitanti, quanto alla densità della popolazione in ciascuna provincia», dice l’esperto abruzzese in prima linea, continuando: «Il tasso di positività in Abruzzo è oggi dell’11,62% rispetto al resto di Italia che registra un 14,97%. Rimane ancora alta invece, rispetto ai dati nazionali, la pressione sulla rete ospedaliera. Tale dato è imputabile al fatto che nella nostra regione, così come accaduto nelle precedenti ondate, il picco dei contagi è arrivato in ritardo rispetto alle regioni del nord che hanno visto prima il picco di ascesa dei casi e, successivamente, prima la riduzione».
«RISCHIO ALTO»
Per la quarta settimana consecutiva gli esperti dell’Istituto superiore di sanità classificano l’Abruzzo come una regione a “rischio alto”, insieme a Liguria e Veneto. Ma questo perché nelle tre regioni si riscontrano «difficoltà nel caricamento tempestivo dei dati», come ha detto ieri il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro nella conferenza stampa di presentazione del nuovo report settimanale. Nel documento si legge che il rischio per l’Abruzzo “non è valutabile”, quindi equiparato ad alte possibilità di finire in zona rossa.
Anche l’indice sulla trasmissibilità Rt regionale, seppure in calo dallo 0,87 del venerdì precedente rispetto allo 0,38 di ieri, non è considerato dall’Iss un indicatore affidabile perché «la Regione Abruzzo comunica che, a causa della situazione epidemiologica, non è in grado di fornire i dati relativi ai focolai regionali», come si legge in una postilla del report.

