Sede Arta, uffici inaccessibili ai disabili

6 Agosto 2015

Parquet e prato inglese, l’agenzia ha l’ingresso stretto. Ma un dirigente è stato premiato per aver raggiunto gli “obiettivi”

PESCARA. La battaglia per il diritto alla mobilità dei disabili si scontra con le barriere architettoniche che impediscono l’ingresso delle carrozzine negli uffici pubblici dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela ambientale.

Il cancello pedonale della struttura, al civico 51 in viale Marconi, è troppo stretto e impedisce l’accesso di alcuni tipi di sedie a rotelle. Inoltre manca un ascensore e quindi i due piani della struttura risultano proibiti per chi ha difficoltà nella deambulazione, ma anche per le mamme e i papà con il passeggino o per gli anziani.

«È un altro edificio pubblico fuori legge, un’altra gravissima discriminazione», tuona Claudio Ferrante, l’energico presidente dell’associazione Carrozzine determinate d’Abruzzo, che dopo essersi battuto per ottenere il potenziamento dei parcheggi riservati ai portatori di handicap nel perimetro interno dell’ospedale civile, lancia un nuovo appello ai rappresentanti delle istituzioni affinché adottino misure concrete “per ripristinare la legittimità e consentire a tutti i cittadini disabili e non di usufruire autonomamente dei servizi pubblici come quelli erogati dall’Arta».

«L’Arta», prosegue Ferrante rivolgendosi agli assessori regionali Mario Mazzocca e Donato Di Matteo, all’intero consiglio regionale, al sindaco Marco Alessandrini e alla commissione per il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche di Pescara, «è quella agenzia regionale alla quale tutti i cittadini possono rivolgersi per verificare la qualità delle acque, dell’aria, del suolo o degli agenti fisici. Questa è la solita storia all’italiana. La sede, nel corso degli anni, è stata oggetto di diverse ristrutturazioni. Oggi sembra un vero paradiso: prato inglese curatissimo, sostituiti i pavimenti con parquet, porte e finestre bellissime. Peccato che ai responsabili sia sfuggito che il primo e il secondo piano non sono raggiungibili in quanto privi di ascensore. Poco importa poi se il cancello d’ingresso è molto stretto e non permette ad alcune carrozzine di oltrepassarlo».

Il bagno con i maniglioni di sostegno necessari per le persone con disabilità è stato regolarmente previsto nel progetto di ristrutturazione della sede Arta pescarese, ma è stato realizzato al primo piano e quindi non può essere utilizzato a causa delle barriere architettoniche.

«Nessuno si è preoccupato di rispettare la legge», rimarca Ferrante lanciando una stoccata al presidente dell’agenzia regionale per la tutela ambientale, Mario Amicone, «nonostante questo apprendiamo dai quotidiani che un dirigente dell’Arta ha ottenuto un compenso annuo di circa 95 mila euro, grazie all’aggiunta di 24mila 976 euro di indennità poiché ha raggiunto l’85 per cento degli obiettivi fissati».

«Ci complimentiamo con il responsabile dell’Arta per il traguardo raggiunto», chiosa ironicamente il presidente dell’associazione Carrozzine determinate, «ma trattandosi di denaro pubblico, ci rammarichiamo perché, evidentemente, l’obiettivo da raggiungere non comprende una voce così importante come l’accessibilità, l’eliminazione delle barriere architettoniche e della discriminazione e il rispetto dei diritti umani».

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