Sede regionale nell’area di risulta Masci: referendum? Vado avanti

Il sindaco sulla proposta della consultazione popolare del consigliere Costantini: non ci condiziona Il Pd: si rischia di arrivare tardi. M5S: vogliamo approfondire. Italia Nostra: bene allargare il fronte
PESCARA. «Se per ogni progetto continuiamo a fermarci, non si farà mai nulla per lo sviluppo di Pescara. Dire no di fronte a una proposta deve essere anche supportato da un’alternativa». Così il sindaco Carlo Masci interviene sulla polemica per la sede della Regione nell’area di risulta e sulla proposta, del consigliere comunale di Azione, Carlo Costantini, di indire un referendum per far esprimere i cittadini sulla collocazione del palazzo regionale nel cuore di Pescara.
IL SINDACO: VADO AVANTI «Il referendum è uno strumento previsto dallo statuto e chiunque può attivare questo meccanismo. È consultivo e dunque non condiziona le scelte che fa l’amministrazione, ma andrà considerata la partecipazione», afferma Masci, che ricorda come in passato, nei primi anni 2000, proprio il centrodestra propose un referendum «sul piano urbano del traffico del centrosinistra e nonostante il risultato nulla cambiò». In altre parole, al di là dell’esito, la giunta andrà avanti. D’altro canto Masci è più che convinto che la realizzazione della Regione tra corso Vittorio, la stazione, il terminal bus e via Piave, sia la migliore. «Quella è l’area più ampia di Pescara, il terreno più raggiungibile con il treno, i mezzi pubblici, la filovia e in auto. Anche nell’ottica della Nuova Pescara», prosegue, «è la scelta migliore. Sono passati 52 anni da quando è stata istituita la Regione Abruzzo, 22 anni da quando il Comune di Pescara ha acquistato, con Carlo Pace, l’area di risulta. Due generazioni di pescaresi hanno atteso decenni e, ancora oggi, non abbiamo la sede della Regione, e l’area di risulta è una spianata di asfalto piena di lamiere di acciaio. Non vogliamo che ne passino altri 50, per questo abbiamo aderito convinti alla proposta della Regione». L’altro punto di forza, per il sindaco, è la sostenibilità economica. «Per il progetto ci sono le risorse già disponibili con un intervento tutto pubblico», afferma. «In più la realizzazione della sede non intaccherà il grande parco urbano. La sede della Regione verrà collocata in uno spazio pari all’1,5 per cento di tutta l’area. E il verde non verrà toccato. Questo progetto ha dalla sua la centralità del luogo; non elimina il parco; rivitalizza l’area centrale e ha le risorse per essere realizzato» sintetizza Masci.
IL PD: TEMPI A RISCHIO Sulla proposta intervengono anche gli esponenti dei partiti di opposizione, coinvolti da Costantini affinché sposino la causa. Dal Pd, il capogruppo Piero Giampietro fa sapere che «è in atto un confronto con tutti i livelli del partito e con Montesilvano e Spoltore. Ogni strumento di partecipazione popolare è valido e necessario, l’unica perplessità è sulle tempistiche. Il timore è che si arrivi al risultato a primavera, e sarà tardi. Resta la nostra richiesta di un consiglio comunale straordinario, in forma aperta e urgente, di alcuni giorni fa. Non è immaginabile che una scelta così importante si faccia in una stanza».
M5S: DA APPROFONDIRE Riflessione aperta anche nel Movimento 5 Stelle che in più di un’occasione aveva proposto la realizzazione della sede della Regione proprio nell’area di risulta. «Il nostro era un discorso più ampio», chiarisce il consigliere Paolo Sola, «in cui il protagonista doveva essere il parco urbano, accompagnato da interventi di edilizia pubblica di natura istituzionale o culturale. Per ora abbiamo condiviso con gli altri consiglieri la lettera inviata alla Regione sul fatto che per assumere questa decisione non è stata avviata alcuna consultazione con associazioni e forze produttive. Sul referendum vogliamo approfondire l'iter».
ITALIA NOSTRA: soddisfatti Soddisfazione da Italia Nostra, con il presidente Massimo Palladini, che sabato scorso con altre associazioni ha organizzato una mobilitazione. «Il fatto che la politica cominci a farsi carico di questa tematica è un primo risultato della nostra manifestazione. Stiamo a guardare per capire che respiro prenderà questa iniziativa, ma il riferimento territoriale all’area vasta della Nuova Pescara è interessante. Più si allarga il fronte e meglio è».

