Sede regionale nell’area di risulta Si riapre lo scontro in consiglio

Oggi si torna in aula per approvare l’accordo firmato dal presidente Marsilio e dal sindaco Masci L’opposizione all’attacco con 71 emendamenti per bloccare il progetto da 48 milioni e mezzo
PESCARA. Si riapre lo scontro sul nuovo palazzo della Regione nell’area di risulta. Stamattina il consiglio comunale, presieduto da Marcello Antonelli, tornerà ad esaminare l’accordo di programma stipulato dalla Regione e dal Comune per dare il via all’intervento in una porzione dei 13 ettari dell’ex stazione centrale.
Ma la ratifica del provvedimento è bloccata da 71 emendamenti, presentati dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle in gran parte per fare ostruzionismo in aula. Già la settimana scorsa, Antonelli era stato costretto a rinviare la seduta, dopo aver aperto il dibattito, per il gran numero di richieste di modifica del provvedimento.
Dunque, oggi si ripresenta il problema ed è probabile che non sia sufficiente una sola seduta per poter ratificare l’accordo di programma. L’obiettivo è quello di realizzare la nuova sede della Regione entro il 2028. La spesa prevista è di 48.500.000 euro. Il palazzo verrà realizzato su una superficie fondiaria di 10.000 metri quadrati a nord est dell’area di risulta. Avrà un’altezza massima di 50 metri e alcuni parcheggi pertinenziali. «La sede regionale», si legge nei documenti allegati all’accordo di programma, «ha l’ambizioso obiettivo di diventare, come edificio altamente riconoscibile per la sua funzione di governo e servizio territoriale, una porta di accesso alla città moderna e alle diverse vie di comunicazione che vedono, nella stazione centrale e nei servizi di mobilità connessi, il proprio hub di destinazione. La sua particolare futura collocazione all’interno dell’area del parco centrale sarà in grado di restituire al centro cittadino una significativa vitalità, con un effetto volano sul tessuto sociale, economico e produttivo».
Oltre agli uffici, dipartimenti e assessorati, nel nuovo palazzo della Regione troveranno posto anche una biblioteca, una sala conferenze, una mensa, un bar, un giardino in diretto collegamento con il parco centrale. «La collocazione dei singoli dipartimenti», spiega il documento, «non avrà particolari vincoli, fermo restando la necessità di prevedere contiguità tra i servizi di uno stesso dipartimento. Unica eccezione sarà riservata alle aree destinate a funzioni strategiche (presidenza e assessorati) che, per loro natura, rivestono una funzione di rappresentanza e di governo regionale e necessitano di una valutazione dimensionale». In pratica, agli uffici di presidenza sarà assegnato un spazio di 400 metri quadrati e a ciascun assessorato 100 metri quadrati.
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