Segnato dalla solitudine «Una persona buona»

15 Settembre 2015

PENNE. È vissuto in maniera solitaria, soprattutto negli ultimi anni, ed è morto da solo, nel suo appartamento di via Bernardo Castiglione, vittima della furia omicida di un tossicodipendente....

PENNE. È vissuto in maniera solitaria, soprattutto negli ultimi anni, ed è morto da solo, nel suo appartamento di via Bernardo Castiglione, vittima della furia omicida di un tossicodipendente. Gabriele Giammarino, ottantenne in pensione, ex maresciallo dell'Aeronautica militare, viene ricordato da tutti in paese come un personaggio sui generis, con un passato lavorativo importante e una pensione vissuta in modo solitario, senza amici né famiglia. Prima che perdesse lucidità amava raggiungere la montagna, passeggiare e andare a funghi. Negli ultimi tempi era stato sottoposto a un ricovero coatto ed era solito girare in paese in modo trasandato e attaccare bottone con i passanti, prendendosela con chi non assecondava le sue teorie. A volte richiamava chi parcheggiava la macchina fuori posto lungo viale San Francesco, ma tutti sapevano che si trattava di un uomo tranquillo.

«Il maresciallo non ha mai fatto male a nessuno», ripetevano ieri pomeriggio a gran voce i clienti del bar Giardino, a due passi dall'abitazione dove è stato consumato il delitto, proprio mentre gli uomini del Ris continuavano a ispezionare l'abitazione dell'anziano, in cerca di prove sulla scena del crimine.

I commenti dei pennesi sul maresciallo sono unanimi. «Era una persona buona. Quel che è accaduto è un'assurdità», ha detto incredulo un uomo passeggiando per il viale dove incontrava ogni giorno il maresciallo. Per i vicini la morte di Gabriele Giammarino è stata un duro colpo perché tutti, in fondo, pur non avendo rapporti con lui, lo avevano in simpatia.

La solitudine e il passare degli anni lo avevano segnato, ma nessuno poteva immaginarsi una fine tanto orribile per l’anziano. «Lo conoscevo da 45 anni», ha raccontato una vicina, «non aveva amici, amava stare per conto proprio, ma parlava con tutti. Era un brava persona, dava anche buoni consigli, e sicuramente non meritava una fine di questo genere».

Dopo aver saputo della tragica notizia, a Penne è arrivato anche il nipote di Gabriele Giammarino, cioè il figlio della sorella, accompagnato dalla moglie.

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