Sei mesi per completare il minidragaggio

Ricominciati i lavori di scavo dei fondali partiti a gennaio. La sabbia pulita finirà sulle spiagge erose
PESCARA. Un’attesa lunga sei mesi, da gennaio a oggi, per portare a termine l’ultima tranche di quel mini dragaggio da 10mila metri cubi di sedimenti, autorizzato a suo tempo da Regione Abruzzo e Direzione marittima. I lavori di scavo dei fondali (foto G.Lattanzio) , necessari per ripristinare il passaggio in sicurezza dei pescherecci all’imboccatura del porto canale, sono ricominciati martedì mattina tra l’incredulità di marinai e addetti ai lavori che attendevano ormai da mesi questo ulteriore intervento. Un’operazione di pulizia indispensabile, ma in realtà poco incisiva per le sorti dello scalo cittadino, costretto da questa estate a rinunciare ai collegamenti con l’altra sponda dell’Adriatico a causa dell’emergenza irrisolta dell’insabbiamento. Con l’addio della Snav, e ancora prima della nave cisterna che trasportava idrocarburi per il gruppo Di Properzio, la darsena commerciale da tempo ha dovuto chiudere i battenti, causando una serie di gravi ripercussioni sui lavoratori e sull’indotto.
Oggi gli unici a continuare a lavorare nel porto sono i marinai che, in silenzio, tra mille difficoltà, continuano giorno e notte a prendere il largo per la pesca, tentando con mille manovre, in entrata e in uscita, di schivare la secca che si è creata all’ingresso. L’arrivo della draga martedì scorso, e l’ulteriore impegno di scavare tremila metri cubi di sedimenti (che si aggiungono agli appena 7mila già prelevati a gennaio scorso), rappresentano una piccola boccata di ossigeno per una categoria ormai allo stremo, che ha dovuto aspettare ben sei mesi per il completamento di un piccolo intervento di pulizia. La sabbia pulita sarà utilizzata per rimpinguare le spiagge assottigliate dall’erosione. Nel frattempo, però, la marineria resta in attesa della realizzazione delle infrastrutture comprese nel nuovo piano regolatore portuale: il taglio della diga foranea, che dovrebbe portare a un “dragaggio naturale” dello scalo, e l’allungamento dei moli guardiani. L’investimento complessivo è di 18,5 milioni di euro, ma a questa cifra il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha promesso di aggiungere altri 15-20 milioni «da reperire entro la fine dell’anno». (y.g.)
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