Sel: il Comune non acquisisca le aree industriali inquinate
BUSSI SUL TIRINO. Tommaso Di Febo e Daniele Licheri, coordinatori regionale e provinciale del Sel-Si, si dichiarano «contrari» all'acquisizione delle aree inquinate del sito industriale di Bussi, e...
BUSSI SUL TIRINO. Tommaso Di Febo e Daniele Licheri, coordinatori regionale e provinciale del Sel-Si, si dichiarano «contrari» all'acquisizione delle aree inquinate del sito industriale di Bussi, e il sindaco Salvatore Lagatta», scrivono in una nota «commette un grave errore continuando a non nominare questo argomento che è il nocciolo del problema». I due politici ritengono che il passaggio di queste aree non bonificate al Comune: «In assenza di concrete garanzie, esporrebbe la comunità a gravi rischi, tanto che su oltre 50 siti di interesse nazionale, nessuno è stato acquisito da ente pubblico e per questo il ministero dell'Ambiente continua a respingere una tale anomalia».
Rispetto alle paventate ipotesi di un piano per far saltare la firma dell'accordo di programma prevista per domani mattina in Regione, Licheri e Di Febo dicono che «non esistono complotti ma solo atti illegittimi e grande superficialità. Fa bene Mazzocca a esternare le sue perplessità al presidente della Regione per dare un contributo costruttivo alla soluzione del problema e non avvalorare una situazione a nostro avviso molto grave». I due coordinatori disapprovano «il silenzio di Rifondazione e di Maurizio Acerbo che con grande precisione e puntualità mette la faccia per denunciare soprusi ambientali e sociali da parte di amministrazioni a colore centrosinistra e nell'unico comune d'Abruzzo in cui il Prc esprime un sindaco, continua a tacere mettendo a repentaglio il futuro di una comunità».
«Facciamo appello» dicono «alla sua serietà: prenda le distanze dal sindaco o dica perché è favorevole all'acquisizione della aree, spiegando come potrebbe un piccolo comune gestire un dramma ambientale». Licheri e Di Febo denunciano la mancanza di un piano industriale credibile che garantisca la continuità dell'occupazione ai lavoratori che da Solvay passerebbero al nuovo investitore. (w.te.)

