Sel tra veleni, liti e accuse Adesso si va alle denunce

Francavilla, il coordinamento del partito contro Uniti a Sinistra: «Hanno usato la nostra bandiera senza permessi, li quereliamo». La replica: «Tutto in regola»
FRANCAVILLA. Piovono querele per l’utilizzo della bandiera di Sel alla manifestazione di domenica scorso in piazza Sirena contro il porto. Tutto è cominciato due giorni fa quando Uniti a Sinistra e il gruppo di autoconvocati ancora iscritti a Sel hanno manifestato contro la ripresa dei lavori del porto. Hanno documentato il loro dissenso con del materiale che dimostrerebbe che, per rendere funzionale il porto, servirebbero altri 7,5 milioni di euro in più rispetto ai due milioni e mezzo messi a disposizione dalla Regione. Ma il punto non è questo. Il punto è la bandiera di Sel che campeggiava sul gazebo nonostante il gruppo dei 30 fosse stato diffidato nei giorni scorsi a utilizzare il simbolo a qualsiasi scopo dal coordinamento regionale e provinciale. Altrimenti, avevano avvertito i vertici, si sarebbe agito per le vie legali. E così è stato, dalla vista della bandiera alla chiamata all’avvocato, è stato un attimo: «Le querele sono già partite», afferma Francesca Rasetta, «evidentemente questi signori ignorano cosa voglia dire non poter utilizzare il vessillo di Sel e continuano provocatoriamente a farlo». La Rasetta inoltre considera anche errata l’espressione «i 30 autoconvocati di Sel»: «Prima di tutto perché 30 non sono, in secondo luogo perché quello è un organismo che non esiste, e poi perché il simbolo da parte loro non deve essere utilizzato dal momento che si sono dissociati da un coordinamento che comunque c’è e ha il suo ruolo».
Tra le altre cose, la posizione di Sel sul porto appare ben lontana da quella manifestata domenica: «Noi desideriamo che il porto nel migliore dei modi venga completato, e con meno danni possibile», dice la coordinatrice, «altrimenti i francavillesi subirebbero oltre al danno di quei cassoni anche la beffa di dover restituire fondi attraverso una possibile maggiorazione delle tasse». Sel rivela che farà una propria lista per le amministrative, ma non c’è ancora ufficialità sull’appoggio o meno al sindaco uscente Antonio Luciani.
Secondo il gruppo dei 30, nessuna violazione è stata commessa: «Io sono iscritto a Sel e porto la bandiera dove voglio», dice il portavoce Antonio Paolucci, «il simbolo non lo abbiamo utilizzato, lo abbiamo anche tolto da tutti i documenti ufficiali perché diffidati. Anche su Facebook, ci chiamiamo Sinistra Ecologista e Libertaria. La bandiera, però, è un’altra cosa e censurarci sarebbe contro ogni forma di democrazia». Infine, Paolucci precisa anche la questione del nome del gruppo: «Nessun errore», dice, «il comitato di garanzia, che ci ha scritto, ci ha chiamati proprio in questo modo».
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