Semafori, sale e spalaneve È il piano antimaltempo

Ecco le misure adottate dal Comune per fronteggiare il rischio di bombe d’acqua Telecamere e sistemi di allarme installati nei sottopassi e lungo le golene
PESCARA. Gli avvisi di criticità meteorologica della Protezione civile e il pericolo di “bombe d’acqua” che in questi giorni stanno mettendo sotto sopra l’Italia, da Catania a Roma fino a Carrara, spingono il Comune ad alzare il livello di attenzione e mettere in piedi una macchina organizzativa che si appresta a fronteggiare l’emergenza maltempo. Il budget a disposizione degli uffici tecnici non è altissimo: 20mila euro fino alla fine dell’anno. Una cifra che consente di predisporre una serie di interventi volti a fronteggiare le emergenze ed evitare il ripetersi di tragedie come lo scorso anno, quando durante l’esondazione del fiume la città ha assistito con gli occhio sbarrati alla morte di una donna intrappolata con la sua auto nel sottopasso di Fontanelle. La principale novità riguarda gli impianti semaforici, posizionati agli ingressi delle aree golenali e già funzionanti: il blocco degli accessi e il sistema di allarme scatterà in automatico al superamento del limite massimo del fiume Pescara. Lo stesso meccanismo, entro la fine di dicembre, come assicura il vice sindaco e assessore alla Protezione civile Enzo Del Vecchio, andrà a regolare anche i sottopassi dell’Asse attrezzato, all’altezza della Fater, e del Ponte della libertà. La gara d’appalto è già stata predisposta, mentre lungo le due aree golenali sono entrati in funzione gli impianti semaforici collegati con sette telecamere a circuito chiuso che trasmettono le immagini in tempo reale sui monitor del centro operativo della polizia municipale. Sottolinea Del Vecchio: «Dall’inizio del nostro insediamento abbiamo iniziato a muoverci per affrontare al meglio persino una tempesta di neve come quella che si è abbattuta su Pescara nel 2012. Prima abbiamo ricostituito il Coc, il centro operativo comunale formato da membri di Comune, polizia municipale, Asl e mondo del volontariato, in modo da garantire la vigilanza e il controllo nei casi di avverse condizioni meteo. Poi ci siamo concentrati sui pericoli di frane, scoli d’acqua e zone soggette ad allagamento». Il campanello d’allarme è scattato negli uffici di Palazzo di città nei giorni scorsi, in corrispondenza con la diramazione dei bollettini della Protezione civile che hanno annunciato temporali e bufere in tutta la Penisola. Il primo passo è stata la discussa ordinanza che obbliga gli automobilisti a viaggiare muniti di pneumatici da neve o di catene dal 15 novembre al 15 aprile. Poi è stata la volta della predisposizione di un piano d’intervento legato alle emergenze invernali di neve e ghiaccio. Il programma prevede la suddivisione della città in otto microzone: in caso di avversità per ogni area è stata prevista una dotazione minima di un mezzo spargisale, due spalaneve, 2 bobcat e un camion. Con un impegno di spesa di 300 euro, sono già stati stipulati i contratti preventivi con le ditte proprietarie dei mezzi, mentre sono state individuate tre società incaricate della chiusura di buche e ripristino della segnaletica. «Questo piano», spiega Del Vecchio, «si aggiunge alle disposizioni standard della protezione civile e prevede una serie di interventi aggiuntivi come la disponibilità dalle 6 alle 7 tonnellate di sale. In caso di calamità naturale, lo spargimento sarà continuo da nord a sud lungo le principali arterie». (y.g.)
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