Semafori “trappola” alla consulta dei consumatori

Ipotesi di ricorso collettivo contro le sanzioni dei rilevatori di velocità a Manoppello, Montesilvano e all’aeroporto
MANOPPELLO. Il caso del rilevatore di velocità di Manoppello, situato sulla statale Tiburtina diventa di interesse specifico per la consulta regionale degli utenti e dei consumatori (Cruc), l'organismo che raggruppa tutte le associazioni che lavorano nel sociale e per la tutela dei diritti dei consumatori. Sarà presentato a breve ,nell'incontro regionale periodico del sodalizio, come un caso emblematico e generale che investe soprattutto gli aspetti civili e morali di una larga fascia di utenti, di ogni ceto sociale.
La vicenda di Manoppello comunque non è unica nel territorio. Automobilisti che hanno esternato vivaci proteste forti risentimenti ci sono anche per i dispositivi collocati, sempre sulla Tiburtina, nei pressi dell'aeroporto d’Abruzzo, all'altezza di Auchan, all'imbocco dell'Asse attrezzato dalla Tiburtina, in territorio a Chieti Scalo, e soprattutto a Montesilvano dove dall'anno scorso sono in attività implacabili autovelox che finora hanno comminato sanzioni per diverse migliaia di euro. «Ci si chiede» osserva Donato Fioriti, della consulta Cruc «se queste videocamere siano state installate con il fine di vigilare su una viabilità più sicura in quei punti definiti strategici, pericolosi e dunque ad altro rischio, oppure per far cassa e così rimpinguare i bilanci dei Comuni. Quello all'uscita della circonvallazione per Montesilvano, è l’impianto che ha mietuto più “vittime”» prosegue Fioriti «probabilmente per i soli tre secondi di tempo implementati nell'apparecchiatura per far scattare il rosso dal verde passando per l'arancione. Troppo poco. Facilmente si incappa nella infrazione, anche se si mantiene un andamento di guida sicura. Si prende la multa solo perché, sfortunatamente, si arriva all'incrocio al momento sbagliato, sul limitare dell'accensione della luce verde". Caso emblematico quello di una donna che ha collezionato 7e verbali per andare a fare la spesa a Auchan. Lei ha chiesto anche le foto per voler andare a fondo alla questione. Poi ha dovuto rinunciare per le grandi difficoltà che si incontrano nel tentare un ricorso, nonostante avesse chiesto l'assistenza di un avvocato.
«Voleva andare avanti» dice Fioriti «perché le foto le sembravano tutte uguali, ma sarebbe occorsa una specifica perizia tecnica che sarebbe costata più dell'importo da pagare». Insomma, sembra che tutto sia programmato per far sborsare denari agli automobilisti, a fronte di nessuna statistica che dica se, ad esempio, nei territori dove sono stati collocati i dispositivi si siano ridotti notevolmente gli incidenti, magari in maniera proporzionale ai sostanziosi incassi effettuati. Una cosa è certa: gli automobilisti in strada guidano intimoriti, sia per non prendere sanzioni che per non perdere punti alla patente, un cruccio questo soprattutto per gli autisti dei bus che rischierebbero la sospensione dal servizio. Studieremo la possibilità di incaricare un legale per la difesa degli automobilisti e per verificare se nelle decisioni dei Comuni regolare e rendere più sicura la circolazione stradale non sia solo un modo pera fare cassa. Una impresa comunque difficile, che esula dalla class action, e che richiede come ogni caso vada esaminato singolarmente».
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