Sempre più donne vittime dell’indifferenza

13 Gennaio 2017

ROMA. La procura di Rimini ad agosto aveva chiesto l’arresto per Jorde Edson Tavares, 31 anni, ma per il gip era sufficiente imporgli il divieto di avvicinamento alla sua ex. A Napoli, Giuseppe...

ROMA. La procura di Rimini ad agosto aveva chiesto l’arresto per Jorde Edson Tavares, 31 anni, ma per il gip era sufficiente imporgli il divieto di avvicinamento alla sua ex. A Napoli, Giuseppe Antonucci, 54 anni, aveva già ucciso la sua prima moglie, con un colpo di pistola alla tempia. Lei aveva 22 anni e voleva lasciarlo. Nei giorni scorsi, il primo ha sfregiato con l’acido Gessica Notaro 28 anni, splendida istruttrice dei parchi marini della riviera adriatica che ora rischia di perdere la vista ad un occhio; il secondo ha sparato all’ex moglie e al suo nuovo compagno mandandoli entrambi in terapia intensiva. Fanno discutere gli ultimi due casi di violenza contro le donne, gli ennesimi, che ripropongono non solo un fenomeno che appare continuamente in crescita, ma anche il problema dell’approccio legislativo e normativo. Perché è stato così sottovalutato il comportamento di Jorge Edson Tavares che Gessica aveva trovato la forza di denunciare per le continue minacce? E ancora. Possibile che nessun magistrato si sia accorto della pericolosità di Giuseppe Antonucci, rimasto sotto controllo delle forze dell’ordine per 20 anni, visto che ha scontato una pena per omicidio? Non ha dubbi Titti Carrano, avvocato e responsabile nazionale dell’associazione D.I.Re. (Donne in rete contro la violenza) che riunisce cinquanta centri antiviolenza e case rifugio per le donne maltrattate in Italia. «Purtroppo, anche nelle aule di giustizia e tra gli operatori delle forze dell’ordine c’è bisogno di un cambiamento culturale - spiega - ancora si confonde la denuncia per “violenza” con un generale “conflitto di coppia” oppure si parla di “denunce strumentali” quando magari c’è di mezzo la custodia dei figli». Continua l’avvocato Carrano: «Sono stati fatti passi avanti soprattutto con la nuova legge contro il femminicidio, ma spesso tra le persone che devono applicare quelle norme permane un pregiudizio di genere nei confronti delle donne che raccontano di aver subito violenza. Una mentalità, che permane in vasti strati della nostra società, dalla aule di giustizia fino ai commissariati di polizia, dalle scuole agli studi medici che bisogna cambiare al più presto. Come? Attraverso una formazione specifica e obbligatoria di tutti coloro che possono intercettare un caso di violenza. Nelle scuole ad esempio - racconta la responsabile del D.I.Re. - ci invitano per incontrare ragazzi e ragazze a cui insegnamo a riconoscere un rapporto malato e come uscirne. Ma tutto questo non può essere lasciato alla sensibilità di un singolo preside o di un insegnante. Questo tipo di formazione dei ragazzi dovrebbe essere inserito nel programma ministeriale. C’è bisogno di un cambiamento culturale di tutta la società altrimenti continueremo ancora ad affrontare casi come quelli di Rimini, Pozzuoli, Napoli e Pistoia». Intanto all’ospedale Bufalini di Cesena, Gessica Notaro sta lottando con tutte le sue forze. Sfregiata con l’acido da Jorge Edson Tavares, originario di Capo Verde che l’ha aggredita martedì sotto casa, ha ustioni profonde al viso. Rischia di perdere la vista ad un occhio, anche se i medici ieri si sono mostrati più ottimisti. Ma il percorso che ricorda la storia di Lucia Annibali, l’avvocatessa di Pesaro sfregiata da due sicari mandati dal suo ex compagno, Luca Varani, sarà lungo e doloroso. Dall’Emilia alla Sicilia, è un tragico elenco di storia di violenza. C’è un video terrificante che inchioda Alessio Mantineo, il 25enne di Messina accusato di aver tentato di uccidere la sua ex fidanzata Ylenia Grazia Bonavera, 22 anni gettandole addosso benzina e appiccando fuoco con un accendino. Così è stata uccisa a Roma la giovanissima Sara Di Pietrantonio. La videocamera di un’area di servizio lo riprende mentre compra una bottiglia che riempirà al distributore. Lei dal letto di un ospedale coperta di ustioni lo difende, ma per la procura di Messina è sotto choc «per il timore in lei suscitato dall’indagato». Lui è in cella, ma lei è abituata ad avere paura di lui.