Sempre più famiglie povere chiedono aiuto alla Caritas

Cercano casa e lavoro, ma anche l’abbandono scolastico è una piaga diffusa Don Pagniello spiega gli interventi realizzati per aiutare chi è in difficoltà
PESCARA. La mancanza di una casa, l’abbandono scolastico, la ricerca disperata di un lavoro. Sono i diversi volti della povertà con cui la Caritas si confronta ogni giorno incontrando le famiglie che si presentano al centro di ascolto o alla Cittadella dell’accoglienza per ottenere un aiuto. Una realtà che viene raccontata da don Marco Pagniello, direttore della Caritas, che diffonde i dati del rapporto annuale (dal primo gennaio al 31 ottobre) e spiega che tipo di sostegno viene assicurato ai meno fortunati. Lo fa oggi, in occasione della seconda Giornata mondiale dei poveri voluta dal Papa, ricordando che «il Pontefice ci invita ad includere i poveri nelle nostre comunità, ed è quello che facciamo».
I numeri parlano di 45.789 pasti erogati alla mensa di via Alento (aperta a pranzo e cena) e 9.031 pasti serviti nella mensa di Montesilvano, e delle 1285 persone incontrate al centro di ascolto che si trova alle spalle della Cattedrale, a Pascara, oltre alle 281 persone che hanno usufruito dell’accoglienza notturna (per un totale di 8.802 notti). Rispetto al passato, fa notare don Marco, «aumentano le famiglie intere che vengono a chiedere aiuto» mentre prima la richiesta arrivava più dai singoli. «E registriamo un incremento di appelli legati alla casa, come conseguenza dei problemi economici, e un maggiore abbandono scolastico» perché si fatica ad acquistare il necessario per frequentare le lezioni. Il problema della casa genera la presenza dei senza fissa dimora «che Pescara sta vivendo da qualche anno, avendo anche una centralità a livello regionale ed essendo un punto di ritrovo per cittadini europei, come polacchi e romeni. Dei primi c’è una comunità numerosa», in città, e colpisce che molti sono dipendenti dall’alcol. «In questo momento, in particolare, con il calo delle temperature, si pone la questione dei posti letto necessari per chi non ha un tetto».
La Caritas interviene in vari modi per contrastare la povertà. «Fino a quando abbiamo le risorse (che sono quelle derivanti dall’8 per mille) sosteniamo le famiglie sia con degli aiuti economici sia attraverso gli strumenti che ci arrivano dai vari bandi a cui partecipiamo, a livello nazionale ed europeo (i fondi passano per la Regione), per intervenire in favore dei minori (contro la povertà educativa) o per l’inserimento lavorativo, per fare due esempi». Puntando sempre più sulla inclusione sociale, la Caritas ha deciso di sfruttare una quota maggiore di risorse derivanti dall’8 per mille per «i giovani che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro e di sfruttare anche gli aiuti europei destinati a questo scopo». Le modalità di intervento sono diverse. Ci sono, infatti, l’accompagnamento e l’orientamento al lavoro, per aiutare a trovare un’occupazione chi ne ha bisogno e l’attivazione diretta di tirocini (in questo caso è la Caritas stessa a sopportare la spesa del compenso). Ci sono poi le esperienze di tutoring durante i tirocini, i corsi di formazione professionale e, infine, le iniziative di giustizia riparativa e messa alla prova che consentono alla Caritas di beneficiare delle attività di chi deve scontare una pena, in termini di servizi sociali. Tutte iniziative di inclusione che hanno subito una impennata rispetto al 2013, come si nota nella Rapporto Caritas.
Di fronte a questo quadro l’Arcidiocesi ha deciso di dedicare delle iniziative particolari ai poveri, nella giornata di oggi, «per metterci ancora più in ascolto della sofferenza degli ultimi», annuncia monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, «e per essere sempre più attenti alla solitudine e all’esclusione».
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