Sempre più giovani in pellegrinaggio

L’Unitalsi fa l’identikit dei fedeli in viaggio per preghiera o conforto In un quarto dei casi si va con la speranza di guarire da una malattia
ROSETO. Sta cambiando negli ultimi anni il profilo del pellegrino e in particolare delle persone affette da patologie sanitarie che scelgono di partecipare a un pellegrinaggio a Lourdes, ma anche nei maggiori santuari europei, italiani e in Terra Santa. L’anno scorso su 35.138 pellegrini che si sono affidati all’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) per partecipare a un viaggio verso i luoghi sacri e in particolare a Lourdes, ben 8.382 erano persone malate con diverse patologie. Dato da tenere presente che sono sempre più i giovani (età compresa da 13 a 35 anni) a prendere parte ai pellegrinaggi.
Nel 2016 sono stati 3.942 di cui 840 si sono dichiarati malati o disabili, tra questi una buona parte con alle spalle problemi di depressione, sindromi fobiche, dipendenze e soprattutto tanta solitudine.
Sono questi alcuni dati del dossier realizzato dall’Unitalsi presentato a Lourdes in occasione dell’iniziativa internazionale “Colloquio, il magnificat, cantico della speranza” promosso dal santuario di Lourdes per la XXV Giornata mondiale del malato che quest’anno è stata celebrata in forma speciale proprio nel santuario francese.
«Il nostro dossier» spiega Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi «ci dice che i pellegrini prima delle cure mediche hanno bisogno di un solido sostegno umano e spirituale. Solitudine, depressione e dipendenze sono queste le nuove frontiere della sofferenza umana che spesso ritroviamo nei nostri pellegrinaggi».
«Il dato sui giovani» gli fa eco Federico Baiocco, responsabile nazionale medici Unitalsi «è veramente significativo perché ci indica il fatto che le nuove generazioni sono sempre più alla ricerca di punti di riferimento solidi e duraturi. Nel pellegrinaggio i ragazzi vedono una chance importante per fuggire dalla depressione, dalla solitudine e anche dalle dipendenze. Non chiedono un miracolo, ma solo di potere fare un viaggio che è prima di tutto un percorso spirituale e umano».
«In Abruzzo» interviene Alessandra Bascelli, presidente regionale Unitalsi «i nostri volontari hanno dimostrato in più occasioni quanto sia importante l’esperienza formativa dell’Unitalsi che insegna quotidianamente a stare insieme alle persone ammalate, disabili, bambini bisognosi di aiuto e sostegno. Durante il terremoto dell’Aquila e anche recentemente abbiamo potuto utilizzare i nostri mezzi e la grande esperienza di tanti volontari professionalmente preparati e qualificati per alleviare le sofferenze di molti».
«La migliore ricetta per vincere alcune forme di apatia e di disinteresse di tanti giovani» sottolinea Dante D’Elpidio, già vicepresidente nazionale Unitalsi attualmente delegato pellegrinaggi abruzzesi «è di renderli partecipi e protagonisti dei nostri pellegrinaggi a Lourdes. Ottima occasione di impegno nel mondo del volontariato anche per tanti volontari più in là con gli anni e magari pensionati che ritrovano un motivo valido e concreto per continuare a essere attivi e partecipi della vita sociale garantendo assistenza ai malati e ai disabili.
Tornando alla ricerca, neld ettaglio, tra gli 840 giovani che si sono dichiarati malati o disabili il 33,5% soffre di depressione, il 10% da psicosi, il 3% da schizofrenia, il 2,5% da disturbi generalizzati dello sviluppo, il 2% da sindromi fobiche, l'1,5% da disturbi del comportamento alimentare e lo 0,5% da dipendenza da droghe. Il resto è legato a patologie neurologiche di queste ben il 34% legato al ritardo mentale. Dal focus Unitalsi si evidenzia anche il fatto che sul campione complessivo di malati (8382) sono state riscontrate 10.737 patologie.
Le più diffuse sono quelle del sistema cardiovascolare (52,9%), del tessuto connettivo (36,2%), neurologiche (38,4%), psichiatriche (27,5%). In molti casi un malato presenta più di una patologia. Inoltre, il 74% sono donne e il 36% maschi. Dal campione risulta anche che il 70% dei malati è deambulante, 14% è su carrozzina, il 14% usa le stampelle mentre solo il 2% è in barella. I medici che si sonorecati come volontari in pellegrinaggio nel 2016 sono stati 598.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

