Sempre più ragazze cyberbulle

Incontro al Flaiano con 500 studenti. Il questore: usate il web con responsabilità
PESCARA. Studentesse che picchiano le coetanee nel cortile di una scuola: è accaduto tra Pescara e Montesilvano, a causa di un messaggino social mai arrivato. Ragazze che pestano a sangue altre ragazze all'interno della pineta dannunziana.
Il fenomeno del bullismo nelle scuole e il cyberbullismo è sempre più al femminile in Abruzzo. E' quanto emerge dal convegno itinerante contro il cyberbullismo, svoltosi ieri all'auditorium Flaiano e organizzato da polizia di Stato e Baci Perugina.
All'incontro hanno partecipato circa 500 studenti provenienti dagli istituti superiori Aterno-Manthoné di Pescara, Fermi e De Titta di Lanciano, Pomilio di Chieti e Mattei di Vasto che hanno assistito alla rappresentazione teatrale "Like-storie di vita online", col monologo di Luca Pagliari che ha raccontato la storia di Andrea Spezzacatena, quattordicenne romano suicida nel novembre 2012 perché vittima di pesanti attacchi sulla rete e additato come gay. L'iniziativa rientra nell'ambito della campagna educativa itinerante “Vita da social”, giunta alla terza edizione in ambito nazionale.
Un invito «all'uso responsabile del web», perché in certi casi può essere una trappola, è arrivato dal questore di Pescara Paolo Passamonti. Se in Abruzzo aumenta il fenomeno bullismo in rosa, i dati nazionali indicano che tra il 2014 e il 2015 le denunce da parte degli adulti, presidi o genitori, riguardanti stalking, diffamazione online, ingiurie, minacce, molestie, furto di identità digitale su social e diffusione di materiale pedopornografico, sono diminuite da 352 a 168 per un totale di 117 minori denunciati.
«Anche se il fenomeno resta preoccupante», precisa Elisabetta Narciso, dirigente regionale del compartimento di Polizia postale e comunicazioni, «il sensibile calo viene attribuito alla notevole diffusione della legalità nelle scuole e alle campagne di sensibilizzazione che si svolgono in tutta Italia. Rileviamo, invece, un aumento delle denunce su minori riguardanti la diffusione online di materiale pedopornografico a causa del sexting, pratica sempre più dilagante».
A Teramo, un anno e mezzo fa, una decina di ragazzini sono finiti sotto inchiesta per diffusione online di foto osè. Il consiglio agli studenti è «rivolgersi a genitori e insegnanti affinché possano avvertire le autorità giudiziarie» in caso vengano a conoscenza di fatti criminosi.
Alessandro Clementi, ispettore di polizia, ha spiegato agli studenti che «il cyberbullismo è una variante del bullismo, ma comunque un atto di vigliaccheria che la rete amplifica. La responsabilità non è solo di chi compie il gesto, ma anche di chi clicca “mi piace” o resta a guardare. Attenti a come usate il web perché i vostri genitori pagano per le cavolate che fate».
Quanto all'aumento del bullismo al femminile in questa regione, Clementi ipotizza che «le ragazze stanno mostrando livelli di violenza sempre più perversi». Maschi o femmine, comunque soggetti «incapaci di provare rimorsi nei confronti di chi prendono di mira e callosi a livelli emozionali», li ha definiti la neuropsichiatra infantile Elena Gennaro della Asl di Pescara. Ada D'Alessandro, intervenuta in rappresentanza del direttore dell'ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia, ha annunciato «l'istituzione di un osservatorio su bullismo e cyberbullismo con la creazione di sportelli di ascolto e corsi di formazione per docenti in collaborazione con Corecom e università di Chieti-Pescara, Teramo e prossimamente L'Aquila».
Durante l'incontro, moderato dal giornalista Paolo Mastri, agli studenti sono stati distribuiti cioccolatini e cartigli per scrivere messaggi d'amore contro il cyberbullismo.
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