Semproni, cinque anni da sindaco: a Rigopiano non sono più tornato

24 Dicembre 2020

Il primo cittadino traccia un bilancio: «L’ospedale e la scuola Giardini tra i lavori messi in cantiere» Sulla strage del resort: «Quel tributo di vite ci ha segnato. Ricandidarmi? Non ho ancora deciso»

PENNE. A giugno prossimo a Penne si tornerà al voto. Per il dottor Mario Semproni cinque anni esatti da sindaco di Penne tra soddisfazioni e tante difficili battaglie affrontate e ancora in corsa.
Partiamo dal presente: domani sarà Natale sindaco, cosa si augura per Penne e per i suoi cittadini?
«Ci apprestiamo a vivere un Natale diverso da quello al quale eravamo abituati. Ci sono state molte famiglie colpite dal lutto a causa del Covid 19. In primis, sento di essere vicino proprio a queste persone che non hanno più a fianco i loro cari. Dev'essere un Natale di speranza, un momento di riflessione, di condivisione con chi vive nella difficoltà economica, nella solitudine, nell'incertezza del domani».
L’emergenza coronavirus sembra non avere più fine. Lei che ha combattuto il virus non solo da sindaco, ma anche come medico del San Massimo che cosa può dirci, data la sua esperienza? È stato anche colpito personalmente dal virus: è stata dura?
«Dopo la prima ondata, ci siamo illusi che il momento drammatico fosse alle spalle. Con poca attenzione, siamo tornati a vivere secondo le nostre abitudini. Purtroppo ci sbagliavamo, siamo arrivati così a una seconda ondata che ha avuto e ha delle caratteristiche ancora più drammatiche. Ho vissuto in prima persona una doppia esperienza legata al coronavirus: in primis da paziente e poi, una volta guarito, da medico di reparto in un'unità operativa Covid. Fare il paziente non è bello e per questo invito tutti a stare attenti e a rispettare le regole anticontagio. Durante la mia presenza in ospedale ho vissuto le difficoltà che oggi vivono costantemente tutti i medici, infermieri e Oss continuamente a contatto con la malattia».
Oltre all’emergenza coronavirus, ha vissuto da sindaco anche l’emergenza Rigopiano: che ricordo ha?
«Rigopiano costituisce per me un'esperienza indimenticabile, sicuramente la più drammatica che ho vissuto in questi 5 anni di amministrazione. È stato pagato un tributo di vite umane che ha segnato i nostri territori: 29 persone hanno perduto la vita in un luogo a noi noto, che abbiamo frequentato da giovani e che mai ci aspettavamo potesse diventare un luogo di morte. Non sono più tornato a Rigopiano da quel momento».
Ospedale San Massimo e Brioni Roman Style hanno da sempre rappresentato asset fondamentale a livello occupazionale. Da diversi anni faticano a tornare ai fasti di un tempo, ci sono a suo avviso presupposti di rinascita?
«L'economia dell'intera area Vestina si basa prevalentemente sui posti di lavoro che vengono forniti dall'ospedale San Massimo e dalla Brioni Roman Style. È purtroppo accaduto che contemporaneamente queste due strutture andassero in crisi. La Brioni ha risentito della crisi economica che oramai ci affligge a livello mondiale. L'ospedale purtroppo ha risentito del taglio alla sanità che ha portato al ridimensionamento dei presidi. La Brioni ha portato a far conoscere il nome di Penne nel mondo e ha dato un benessere economico a tantissimi lavoratori. Ci stiamo impegnando per far sì che si possa superare nella maniera più indolore possibile questo momento. Per quanto riguarda l'ospedale San Massimo, ci battiamo al fine di garantire a questa struttura il riconoscimento di ospedale di base. Nel frattempo, ci stiamo dando da fare affinché l’ospedale venga ristrutturato e affinché in quel presidio possano operare tutte le valide figure professionali di cui è dotato, in grado di erogare prestazioni sanitarie non solo ai cittadini dell’area vestina».
A gennaio inizieranno gli ultimi sei mesi di mandato, quali i progetti per chiudere al meglio l’esperienza amministrativa iniziata nel 2016? Pensa a una ricandidatura o è più propenso a lasciare il testimone?
«Abbiamo dovuto affrontare eventi drammatici: l’imponente nevicata del gennaio 2017, il terremoto, il dramma di Rigopiano, dissesti idrogeologici e da ultimo la pandemia da Covid-19. Ciononostante, la situazione economica del nostro Comune è migliorata e abbiamo messo in cantiere diverse importanti opere: la ricostruzione della scuola Mario Giardini di via Caselli, la ristrutturazione dell’ospedale San Massimo, i lavori sugli impianti sportivi. In questi prossimi mesi, faremo ancora molto ancora e non ho ancora avuto il tempo per ipotizzare cosa fare alla fine del mandato».