Semproni: «Gentiloni ci ha preso in giro»

18 Marzo 2017

Il sindaco accusa il presidente del Consiglio per l’esclusione dai fondi del sisma: negati anche i rimborsi per i soccorsi

PENNE. Farindola nel cratere e Penne no. Questa la decisione del Governo Gentiloni riguardo all'allargamento della mappa geografica del Cratere dopo il terremoto e il maltempo dello scorso gennaio. Per Penne, la beffa è stata davvero doppia. Oltre ai tantissimi danni riportati in centro storico, alle problematiche delle attività commerciali ed agricole, il capoluogo vestino ha ora da dover fronteggiare anche le spese sostenute per aver ospitato il centro operativo dei soccorsi durante l'emergenza Rigopiano e terremoto.

L'esclusione di Penne sembra sia legata soprattutto ai suoi numeri. La grandezza del capoluogo vestino avrebbe tolto posti ad altri Comuni. Sono 9 i Comuni abruzzesi inseriti dal governo nel Cratere: Barete, Cagnano Amiterno, Pizzoli, Farindola, Castelcastagna, Colledara, Isola del Gran Sasso, Pietracamela, Fano Adriano. «Sono amareggiato, deluso e preoccupato», dice il sindaco Mario Semproni dopo aver appreso dell’esclusione del suo Comune dall’allargamento del Cratere approvato giovedì in commissione Ambiente della Camera, «il presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni ci ha preso in giro, a partire dal 20 gennaio scorso, quando mi chiese aiuto per Farindola e i Comuni dell'area vestina in quelle ore isolati dalla neve».

«Al di là delle polemiche», aggiunge Semproni, «voglio ringraziare i parlamentari abruzzesi di ogni schieramento che hanno sottoscritto emendamenti a sostegno del mio Comune. Mi auguro che entro lunedì il governo possa ripensarci e fornire le risposte che abbiamo chiesto. Per noi, ora si apre la fase difficile e dobbiamo contare solo sulle nostre forze. Il governo ci ha negato anche il rimborso delle spese sostenute per la macchina dei soccorsi impegnati nell'hotel di Farindola e nelle operazioni di aiuto alle popolazioni colpite dal maltempo, circa 350mila euro, spesi per l'acquisto di carburante, vitto e alloggio ai circa 1.000 soccorritori presenti nei giorni dell'emergenza. Ci ha negato anche la ricostruzione delle scuole danneggiate (Giardini e Marconi), ci sono 800 studenti rimasti senza classi, il mancato sostegno alle imprese artigiane e agricole che hanno perso tutto. Inviterei, infine, la senatrice del Pd Stefania Pezzopane e il presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso a non utilizzare toni trionfalistici». «A Penne», conclude Semproni, «abbiamo perso tutto, ma nessuno se n’è accorto».

Ben diversa la situazione a Farindola, inserita nell'area del Cratere. «L'ingresso nel Cratere sismico», spiega il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, «determina prospettive di ricostruzione per tutta la comunità farindolese ed evita la beffa della bonifica del sito di Rigopiano, diversamente non facilmente attuabile, che avrebbe comportato la morte turistica di un'intera montagna, quella di Rigopiano».

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