«Senza lavori sarà tutto a pezzi tra 5 anni»

Parla il gestore Narcisi: «Speso un milione solo per iniziare, troppi problemi: lasciare è un sollievo»
PESCARA. Domenico Narcisi e gli altri soci della Pretuziana di Teramo si preparano al “trasloco”: il 31 agosto scade la concessione delle piscine.
Avete gestito le Naiadi per due anni, lo rifareste?
«Direi di no. È stata un’esperienza devastante sotto tanti punti di vista. Quando siamo entrati nel 2021, Le Naiadi erano chiuse da un anno e mezzo: per riaprire siamo stati costretti a fare una manutenzione straordinaria che non ci spettava. A causa di una chiusura così lunga, abbiamo dovuto cambiare filtri e serbatoi e fare tanti altri lavori che non ci spettavano spendendo almeno 300mila euro. Pensi che solo per rimuovere il guano di piccione e sanificare abbiamo speso 10mila euro. Poi, dopo appena qualche mese, abbiamo scoperto che le caldaie lavoravano al massimo ma non scaldavano a sufficienza a causa dei tubi rotti sottoterra: abbiamo perso le vacanze di Natale per riparare i guasti spendendo altri soldi. In seguito, l’aumento delle bollette è stato impattante, bollette che non abbiamo neanche potuto rateizzare perché avevamo una concessione a tempo. Nonostante questo, siamo riusciti a ripartire e a lavorare. Ma è naturale che cominciare il primo anno con un milione di spese non preventivate è stato disastroso».
Alla scadenza del 31 luglio nessuno ha risposto al bando da 39 milioni per la gestione ventennale. Neanche voi avete presentato offerte: perché?
«La Regione vorrebbe cedere l’impianto per venti anni così com’è, senza metterci un euro ma per noi non è sostenibile: senza una manutenzione straordinaria, tra 5 anni, Le Naiadi cadrebbero a pezzi. Servono lavori che probabilmente competono alla Regione in quanto proprietario. Alle condizioni del bando non è possibile partecipare, senza contare la fideiussione da 3,9 milioni da versare».
Il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha annunciato che la Regione sta cercando un gestore provvisorio: la vostra società sarebbe interessata?
«Ci sembra impossibile perché anche un gestore provvisorio dovrebbe essere scelto con un bando pubblico. Noi abbiamo resistito nonostante tante difficoltà ma non è possibile fare una gestione temporanea di due o tre mesi: in un lasso di tempo così breve non si possono fare nemmeno gli abbonamenti per il nuoto».
Quando saranno saldati gli stipendi ai dipendenti?
«I lavoratori saranno pagati presto con i fondi del ristoro bollette, promessi dalla Regione, che ammontano a 150mila euro».
Le Naiadi, ciclicamente, vivono momenti di crisi: perché?
«Perché è un impianto che non viene manutenuto costantemente mentre avrebbe bisogno di lavori da 200/300mila euro ogni anno per mantenere tutto sempre efficiente. Le Naiadi sono vecchie e grandi e richiedono interventi ingenti che però non possono spettare al gestore. Le Naiadi potrebbero dare lustro a tutta la regione ma è impossibile andare avanti senza la corretta manutenzione».
Qual è il futuro delle Naiadi?
«Allo stato, io vedo un futuro nero: se si va avanti così, il destino è la chiusura. Mi chiedo: se al bando che è scaduto il 31 luglio non ha partecipato nessuno, perché, con una proroga di 45 giorni fino al 18 settembre, dovrebbe farsi avanti qualcuno? ».
È più un sollievo o un dispiacere lasciare Le Naiadi?
«Non si può gestire questo impianto senza un aiuto diverso da parte della Regione. Per questo, diciamo che è un sollievo».
In questi ultimi giorni, tutti vogliono bene alle Naiadi: è proprio così?
«A parole sì ma, poi, la politica fa tutt’altro. E c’è anche la burocrazia che è sempre più farraginosa. I presupposti per fare bene ci sarebbero ma è necessario che la Regione ritrovi il suo ruolo: a un gestore non si possono lasciare le incombenze del proprietario». (p.l.)

