Senza medici chirurgia rischia lo stop
All’ospedale di Penne manca il personale: 25 posti persi nel giro di pochi anni. Anche il pronto soccorso in emergenza
PENNE. Il reparto di chirurgia dell’ospedale San Massimo di Penne rischia lo stop. Dall’inizio del mese di settembre potrebbe verificarsi un blocco alle attività chirurgiche. Il personale medico in forza, infatti, non riesce più a coprire la mole di lavoro da svolgere. Sono tre i medici attualmente in organico nell’unita operativa semplice dipartimentale di chirurgia del San Massimo, tutti assunti a tempo indeterminato: il primario professor Franco Ciarelli, la dottoressa Annunziata Di Fulvio è il dottor Mathew Waku. Quest’ultimo, usufruendo giustamente di congedi parentali per la nascita di suo figlio, non garantisce costantemente la sua presenza ed i soli due medici a disposizione a tempo pieno non possono garantire la presenza di un medico nelle 24 ore, né tantomeno le urgenze di sala operatoria. Una situazione complicata, quella della chirurgia del San Massimo, forse peggio di quella vissuta dal reparto di ortopedia dallo scorso gennaio, quando con il pensionamento del dottor Antonino Liberi si ritrovarono in soli tre medici a dover tirare avanti. In quel caso per ortopedia si decise di fermare i ricoveri e, in pratica, ortopedia, dallo scorso gennaio a marzo, non poté più accogliere degenti ordinari nel reparto (i pazienti che permangono anche il pomeriggio e la notte) poiché i medici presenti non riuscivano a garantire la guardia pomeridiana e la doppia reperibilità notturna. Per rimpinguare l’organico di chirurgia, in realtà, è stato anche indetto un bando per l’assunzione di un medico a tempo determinato. Il professionista selezionato, però, è già in forza al pronto soccorso dell’ospedale di Popoli, quindi il suo trasferimento comunque comporterebbe un problema. Insomma il problema passerebbe da un ospedale ad un altro. In generale presso il presidio ospedaliero di Penne l'organico medico è insufficiente in quasi tutte le unità operative. L’organico dell’ospedale San Massimo ha subito una riduzione di oltre 25 professionalità mediche. Dalle 75 unità mediche di qualche anno fa oggi si è arrivati a meno di 50 figure mediche. Anche il pronto soccorso vive una situazione di grave emergenza ed il personale va avanti con enormi sacrifici. Se a ciò si aggiunge la carenza di personale infermieristico e di supporto, ecco che la situazione è ancora più grave. A Penne continua intanto la protesta del comitato cittadino Salviamo l’ospedale di Penne contro la riorganizzazione sanitaria regionale, inserita nei giorni scorsi anche nella questione riguardante il reparto di geriatria di Pescara.

