«Senza parcheggi qui chiudiamo» L’ira dei commercianti del centro

30 Luglio 2024

Comitato spontaneo di oltre cento titolari di attività del cuore della città protesta contro il Comune «Impossibile anche andare a lavoro, servono risposte e ristori o molti non arriveranno a dicembre»

PESCARA. Centinaia di posti auto inghiottiti dai cantieri nel bel mezzo della stagione turistica e dei saldi. I lavori nell'area di risulta stanno mettendo in ginocchio il commercio nel cuore della città, privo anche di spinta a causa di un cartellone di eventi estivi praticamente inesistente e dell'altro cantiere, quello su corso Umberto, che rende anche il semplice passeggio un'impresa. Ieri mattina una numerosa delegazione di commercianti ha deciso di dire basta alla situazione di stallo che dura da settimane. Più di cento titolari di attività del centro di Pescara si sono riunite in un comitato spontaneo che chiede risposte urgenti al Comune. E, senza perdere tempo, ieri a mezzogiorno ha voluto incontrare l'assessore al Commercio Zaira Zamparelli. Recuperare posti auto, accelerare con la riapertura graduale dell'area di risulta, aiutare il settore con dei ristori per alleviare il buco nero dei mancati incassi degli ultimi mesi.
«Alcune attività registrano cali fino al 70%», denuncia Dolores Di Cesare, titolare di un centro estetico, che ha raccolto le firme. «Siamo noi i primi a pagare per questa situazione: non riusciamo a parcheggiare e fatichiamo anche ad aprire le nostre attività al mattino. Abbiamo pagato gli abbonamenti, ma non possiamo usufruire del parcheggio: una beffa. Servono soluzioni immediate: liberalizzare i parcheggi di piazza Santo Spirito, aprire la galleria della stazione. Bisogna trovare tutte le soluzioni possibili per dare respiro al centro. Il crollo degli incassi è devastante, i clienti non possono raggiungerci. Siamo tutti nella stessa situazione: abbigliamento, farmacie, alimentari, ristoranti. Di questo passo, nessuno arriverà a dicembre... Chiediamo al Comune ristori per sopperire ai mancati incassi. Nello specifico, l'immediata riduzione di Tari, acqua, luce e gas». Al fianco della delegazione spontanea c’era anche Tommaso Rutolo, di Aniac (associazione nazionale imprenditori artigiani) Abruzzo.
C’è chi, per aprire il proprio locale in via Piave, spesso è costretto a parcheggiare la propria auto in zona ospedale e arrivare dopo una lunghissima traversata a piedi a lavoro. Tra i punti che oggi rischiano di affossare il commercio c’è anche il pagamento del suolo pubblico: «Dal post covid ad oggi per la nostra attività l’importo pagato è quasi triplicato, da 1200 euro a 2800. Con incassi crollati... così è dura», dice Emiliano Ferraro, titolare del panificio “Alessandra”. Il presidente della Confcommercio di Pescara, Riccardo Padovano, lancia delle proposte per recuperare 700 posti auto in centro: «È evidente che i lavori nell’area di risulta stanno creando problemi al commercio. Se si riducono i posti auto nell’area di risulta, bisogna accelerare la conclusione dei lavori nelle zone limitrofe», e poi propone le soluzioni, «La primà è lo spazio di fronte al bingo utilizzato per il mercato, che una volta il mercoledì si faceva sulla strada parco e ora toglie circa 300 posti auto in centro. Seconda: si era detto che sui parcheggi a sud si sarebbe partiti con i lavori una volta conclusi i lavori a nord, invece si continua a lavorare sia sud che a nord con riduzione di altri 400 posti macchina. L’altra soluzione è quella che riguarda i due tunnel della stazione, oggi inutilizzati. Spero che il sindaco Masci solleciti Rfi per far utilizzare i due tunnel come aree parcheggio. Un’altra soluzione potrebbe essere la zona di via Passolanciano. Ma anche ripristinare parcheggi nella vecchia stazione. Occorre sedersi attorno ad un tavolo per trovare soluzioni. E farlo subito, iniziando a spostare il mercato di fronte al bingo e restituire i due tunnel della stazione per recuperare 700 posti».