Senz’acqua per cinque giorni, gli esercenti: «Ora tasse ridotte»

Le associazioni di categoria chiedono un incontro con i vertici di Aca per valutare aiuti alle imprese. Taucci (Confesercenti): «Attività costrette ad accollarsi altre spese per restare aperte, ristori adeguati»
PESCARA. Tazzine e bicchieri monouso, serbatoi ricaricati con acqua minerale e, in alcuni casi, lo stop di uno o più giorni. L’emergenza idrica ha posto un freno alle attività commerciali, che hanno registrato una flessione degli incassi. Alcuni esercenti hanno deciso di resistere, altri hanno rinunciato. Ad ogni modo, i danni ci sono, fanno sapere le associazioni di categoria, che ora chiedono un supporto per i titolari di bar e ristoranti, ma anche per parrucchieri e negozi di lavanderia. Si chiede la riduzione delle tariffe e lo sconto in fattura. «Al momento non è possibile quantificare il danno reale subito dalle attività di ristorazione», dice il direttore provinciale di Confesercenti Gianni Taucci.
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