Sequestrata una tonnellata di arrosticini

23 Settembre 2016

Blitz dei carabinieri del Nas in un’azienda vestina. Carne non tracciata o congelata male: multa da 10mila euro al titolare

PENNE. Più di una tonnellata di arrosticini sequestrata, esattamente 1.250 chili pari a oltre 1.600 pezzi. È il bilancio dei carabinieri del Nas che nel corso dei controlli a tappeto concentrati in questo periodo sulla filiera della carne ovina (particolarmente utilizzata per realizzare tipicità come gli arrosticini) hanno ispezionato un’azienda dell’area vestina. Un’impresa, una delle tante della zona, che produce arrosticini destinati alla vendita al dettaglio e all’ingrosso e che però, nel corso dei controlli, ha fatto registrare delle irregolarità ai militari coordinati dal comandante Domenico Candelli.

In particolare, è stato riscontrato che il prodotto era stato realizzato con carne non tracciata, per la quale dunque non si poteva risalire a tutta la filiera che consente di rintracciare con esattezza la provenienza originaria del prodotto. Per questo il titolare dell’azienda ha ricevuto una sanzione di diecimila euro per violazioni «in materia di autocontrollo aziendale e per l’attivazione di un laboratorio in difetto di registrazione». Gli stessi carabinieri del Nas hanno poi rilevato carenze anche nella procedura di congelamento degli arrosticini, pur non essendo stati riscontrati in cattivo stato di conservazione com’era successo in passato in analoghi controlli da parte degli stessi militari.

Il blitz dei carabinieri del Nas per quanto riguarda le aziende produttrici di arrosticini, prodotto di largo consumo in Abruzzo, arriva dopo quelli registrati all’inizio dell’estate nell’Aquilano quando erano state sequestrate ben cinque tonnellate di carne ovina macellata, con documentazioni mancanti o irregolari. Ad agosto invece, questa volta sul litorale pescarese, in un locale frequentato dai giovanissimi, gli stessi Nas hanno trovato e sequestrato tre quintali di arrosticini andati poi distrutti perché in cattivo stato di conservazione.

Nel caso di due giorni fa, invece, la carne sequestrata sarà affidata alla Asl che deciderà se destinarla a sottoprodotti di origine animale.

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