Sequestrati 9 chili di eroina per il mercato di Pescara

Tre trafficanti bloccati a Firenze e Parma. Il questore: più controlli, furti in calo
PESCARA. Nove chili e mezzo di eroina e cocaina destinati a Pescara intercettati e sequestrati dalla polizia tra Firenze e Parma nel giro di ventiquattr’ore. La droga, suddivisa in due carichi, non è mai arrivata a destinazione perché gli uomini della squadra mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana, ci hanno messo le mani sopra e hanno fatto saltare l’affare. Il doppio blitz fuori regione della sezione Antidroga, emerso solo ieri, risale al 6 dicembre ed è avvenuto sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila che sta portando avanti un’operazione più vasta, ribattezzata “Piccone”, al momento top secret. Pochi i dettagli emersi: un primo stock è stato intercettato a Firenze, dove è stato arrestato un 32enne di San Severo che aveva 5 chili e 324 grammi di eroina. A distanza di poco sono stati recuperati a Parma altri 4 chili di eroina e 100 grammi di cocaina, con l’arresto di due albanesi, di 20 e 29 anni. La droga, è certo, era anche per la piazza pescarese.
Il maxi sequestro è solo uno dei dati che compongono il bilancio 2015 della questura, un bilancio che parla di reati in netto calo nel pescarese (15.877 in tutto, il 9 per cento in meno rispetto al 2014) e scesi addirittura sotto il livello del 2010. La riduzione riguarda anche i furti nella loro globalità (6 per cento in meno nell'intera provincia e 10 per cento in meno in città) ma resta un odioso segno più, in provincia, sia per i furti in abitazione che per quelli di ciclomotori e motorini mentre a Pescara i colpi in casa sono diminuiti.
Per il questore Paolo Passamonti la flessione dei reati è stata «notevole», i risultati raggiunti sono stati «eccezionali» su tutti i fronti e basta guardare il lungo elenco di segni meno, nel raffronto tra il 2015 e il 2014: si è ridotto il numero di scippi, borseggi, furti nei negozi, sulle auto in sosta e di veicoli, così come è sceso il numero delle rapine (meno 7,95 per cento in tutta la provincia). Di fronte «al boom di furti di novembre», la polizia ha promosso una serie di controlli straordinari, e se è vero che «è difficile bloccare gli autori in flagrante è altrettanto vero che nel giro di qualche mese li prendiamo, come accaduto di recente», prosegue Passamonti ricordando l’ultima operazione. «I nostri polli li conosciamo, non è difficile individuare gli autori di un certo tipo di furti e sono pochi i reati che restano impuniti». Le baby gang, ad esempio, non hanno avuto vita facile, «le abbiamo bloccate tutte, da quella del knock out game estivo a quella che ha rubato in alcuni negozi del centro e a Portanuova».
Il 2015 si è caratterizzato anche per meno estorsioni e meno casi di usura, e il calo ha riguardato anche danneggiamenti e aggressioni mentre sono aumentate le truffe e le frodi informatiche (in tutto sono stati denunciati 868 casi) e ci sono stati più incendi (in totale sono stati 43 i roghi su cui indagare). Pescara resta l'area con il maggior numero dei reati, in tutta la provincia, ma nei 12 mesi passati «c’è stato un calo, in città, e la criminalità si è spostata» negli altri 45 comuni del pescarese.
La parabola discendente dei reati che lascia soddisfatto il questore si è verificata in particolare a dicembre, dopo i tragici fatti di Parigi, quando sono stati predisposti dei posti di controllo e di blocco «in maniera continuativa», su richiesta del dipartimento di Pubblica sicurezza. «Il mese scorso», fa notare Passamonti, «sono diminuiti furti, rapine e risse» il che vuol dire che il potenziamento dei servizi funziona per cui «continueremo su questa linea, non abbasseremo il livello della nostra presenza, anche se per noi si tratta di uno sforzo considerevole, perché non abbiamo avuto alcun potenziamento di personale».
Tra i numeri del 2015 ci sono anche quelli della Polizia postale, che ha avuto un'attenzione particolare in tutta la regione sulle carte di credito clonate e sulla pedopornografia on line, e quelli della Polfer, che ha aumentato in maniera esponenziale i controlli nella stazione e nelle zone limitrofe, per rendere l'area «più sicura e pulita, libera dalle prostitute e dal bivacco». E poi ci sono i locali chiusi a seguito di episodi di spaccio, i beni confiscati ai rom (e non solo) con 5 strutture da assegnare a enti pubblici o associazioni. Non ci sono stati problemi particolari legati agli stranieri o alle tante manifestazioni di protesta approdate in città e l’attenzione è alta su alcuni «personaggi che arrivano da fuori».
Gli aspetti di cui vantarsi sono diversi, per Passamonti, e solo per fare alcuni esempi va detto che la squadra volante si è fatta notare a livello nazionale per il numero di arresti eseguiti, quasi uno al giorno. Al Reparto prevenzione crimine, poi, sono stati destinati 10 tablet che agevolano il lavoro dei poliziotti e l'autocentro della città è stato scelto per il collaudo di 80 moto d'acqua super moderne da assegnare a varie questure italiane per i controlli sotto costa. Sempre qui la scuola per il controllo del territorio ha assicurato la formazione di poliziotti dell’intera penisola e, tra i vari corsi, c’è anche quello per funzionari egiziani.
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