Sequestrato il finto filetto di cernia

10 Giugno 2017

Per i carabinieri è stato venduto un prodotto diverso da quello dichiarato. I consigli ai consumatori

PESCARA. Veniva spacciato ai clienti, e quindi venduto, come filetto di cernia. Ma in realtà si trattava di un’altra specie ittica, il cui valore economico è inferiore, così come il pregio organolettico. La frode commerciale messa in atto in una pescheria della città (di cui non viene reso noto il nome) è stata scoperta dai carabinieri del Nas che hanno denunciato il titolare dell’attività commerciale e i due amministratori della società di import and export che ha fatto arrivare e commercializzato quel pesce in Italia. Si è anche provveduto al sequestro di diversi chili di prodotto.
La scoperta è avvenuta nel corso di una campagna di compionamento di pesce fresco e surgelato che i militari pescaresi hanno condotto lungo tutta la filiera del pesce. Gli uomini del Nas, dopo aver prelevato il prodotto sospetto dal negozio, si sono avvalsi della collaborazione dell’Istituto zooprofilattico sperimentale e le analisi hanno consentito di accertare che l’etichetta di filetto di cernia era del tutto sballata, per quel pesce. Non è il primo caso, per il personale del Nas, perché avviene di frequente che il pesce sfilettato o in tranci si faccia passare per specie di qualità superiore a quella effettiva. Capita anche che il prodotto ittico venga venduto o presentato come fresco ma in realtà è congelato o surgelato.
Per evitare "truffe del pesce" i carabinieri consigliano di «prestare attenzione ai cartelli identificativi, sui quali vanno riportate la specie, l’eventuale provenienza da allevamento o la zona di provenienza e se si tratta di prodotto fresco o decongelato. Attenzione anche al colore del pesce e alle condizioni igieniche del locale, del banco vendita e del personale». (f.bu.)
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