Serpi: su Rigopiano impegno massimo

Si è insediato il nuovo procuratore capo, giuramento davanti a tutti i magistrati
PESCARA. «Come pubblico ministero ho acquisito sempre più la consapevolezza che le nostre indagini hanno un unico obiettivo: il vaglio del giudice. Il pm non emette sentenze, ma raccoglie prove nel modo più completo e celere possibile, mentre è il giudice che emette le sentenze». Ha le idee chiare il neo procuratore Massimiliano Serpi, 65 anni, ex aggiunto di Bologna e dalle 12 di ieri capo della procura pescarese. In tarda mattinata, infatti, ha firmato la formula di immissione in possesso di fronte al presidente del collegio e della sezione penale Maria Michela Di Fine, nell’aula 1 del tribunale.
Affiancato dal pm Gennaro Varone, reggente della procura fino a ieri, ha letto la formula del giuramento e poi si è rivolto alla nutrita platea di colleghi della procura, di giudici del tribunale e di rappresentati delle forze dell'ordine.
«Sono da anni un pm», ha evidenziato, «ne porto tutta la responsabilità e in qualche modo anche l'orgoglio della funzione». Tra i presenti anche il procuratore generale della Corte d'appello d'Abruzzo Pietro Mennini e il presidente del tribunale di Pescara Angelo Bozza. Ad accoglierlo c'erano poi alcuni rappresentanti dell'ordine degli avvocati, personale della polizia giudiziaria e dipendenti amministrativi degli uffici giudiziari. Dopo aver ricordato i suoi esordi in magistratura e le tappe principali della sua carriera, ha toccato il tema della giustizia e del ruolo dei pm: «La società attuale ha grandi pretese dal sistema della giustizia, vorrebbe che accaduto un fatto, eclatante o no, e per le persone normali è eclatante anche uno scippo subìto, vi fosse subito la risposta giudiziaria. Questo non è possibile, questa è magia. Il pm ha il compito di raccogliere tutte le prove possibili, e qui siamo nell'opinabile, perché ci sarà sempre chi pensa che un'indagine è incompleta e che si poteva fare meglio. Però il pm ha il compito di operare nei termini di legge e in tal senso il mio ufficio cercherà di operare sempre bene».
Secondo Serpi, è «fondamentale il rapporto che avremo con il tribunale, perché il pm fa molte indagini e non sempre i tribunali sono in grado di fare tanti processi. I tempi sono spesso dilatati, con il legislatore che ci propone soluzioni deflattive, sulle quali ci sarà il massimo impegno del mio ufficio». Concetti che ha ribadito poco dopo anche ai giornalisti, a margine della cerimonia. «Punteremo», ha assicurato, «sul binomio completezza e celerità, un concetto facile da esprimere a parole, ma difficile da realizzare in concreto, anche se certamente so di poter contare sui colleghi sostituti, sugli uffici della Procura e sul personale di polizia giudiziaria. So che la procura di Pescara funziona bene, anche se tutto è migliorabile e l'impegno di ogni procuratore che succede a un altro è sempre quello di adeguare la risposta giudiziaria ai nuovi strumenti legislativi. Oggi come oggi la deflazione è la strategia da percorrere, perché i giudici non possono fare tutti i processi che tempo fa venivano proposti, dunque si devono trovare soluzioni diverse dal processo davanti al giudice».
Serpi eredita dal procuratore Cristina Tedeschini, che è andata a dirigere la procura di Pesaro, la delicata inchiesta sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano. «Certamente«, ha detto ai cronisti, «sarà quanto prima all'attenzione del mio ufficio, lo è già e mi è chiaro che c'è il massimo impegno dei magistrati che se ne stanno interessando». Serpi ha spiegato di «non poter rivelare nulla sulle indagini in corso», e in merito alla richiesta di giustizia e verità da parte dei familiari delle 29 vittime, ha affermato: «Questo è il compito della procura prima e poi dei giudici, ed è il nostro impegno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

