Serve fare cassa, il Comune prepara la nuova stangata
Nella redazione del bilancio 2015 si sta valutando la possibilità di eliminare tutte le agevolazioni fiscali Imu previste. La misura frutterebbe 600mila euro
MONTESILVANO. Nuova stangata in arrivo per i cittadini di Montesilvano. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Maragno, attualmente alle prese con la redazione del bilancio 2015, sta valutando la possibilità di modificare le aliquote Imu, eliminando tutte le agevolazioni finora previste. La volontà della giunta comunale è emersa ieri mattina nel corso di una riunione di maggioranza durante la quale il dirigente al settore finanziario Pietro Ventrella ha illustrato ai consiglieri del centrodestra l’iniziativa volta a rimpinguare le casse comunali che, a causa dell’aumento dei tagli da parte dello Stato e dell’evasione fiscale, sono sempre più vuote. La manovra consentirebbe al Comune di incassare, almeno sulla carta, circa 600mila euro in più, portando il gettito complessivo dell’Imu dai 7 milioni e 400 mila euro del 2014 a circa 8 milioni di euro. L’aumento delle aliquote, secondo le indiscrezioni, per il momento rappresenta una proposta che sarà approfondita nel corso di una nuova riunione di maggioranza prevista oggi, prima di approdare in commissione dove il provvedimento solleverà una lunga serie di rimostranze da parte delle opposizioni.
Ma cosa prevede, nel dettaglio, la rimodulazione delle aliquote Imu ideata dalla giunta Maragno? La proposta è volta ad aumentare le aliquote per tutti quegli immobili che, negli ultimi due anni, hanno beneficiato delle esenzioni previste nel regolamento Imu e approvate dal Consiglio comunale nel 2013 e nel 2014. A cominciare da quella riservata agli immobili ceduti in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado che, secondo il nuovo provvedimento, passerebbero da un’aliquota agevolata del 7,6 per mille a un’aliquota massima del 10,6 per mille.
Cattive notizie in vista anche per i proprietari di immobili classificati C1 e C3, ossia ad uso commerciale, che vedrebbero aumentare la propria aliquota di un punto, passando da 9,6 per mille a 10,6 per mille. Infine costretti a far fronte a un’aliquota massima del 10,6 per mille, in caso di approvazione della proposta, sarebbero anche i proprietari di immobili classificati D, cioè quelli destinati ad attività artigianali e opifici, che finora hanno beneficiato di un’agevolazione che gli ha consentito di pagare un’aliquota del 9,6 per mille.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

