«Serve subito la bonifica di Rigopiano»

Le associazioni di protezione ambientale si rivolgono anche al presidente della Repubblica
FARINDOLA. Bonificare quanto prima il sito di Rigopiano sul quale si è abbattuta la valanga del 18 gennaio scorso. È questo l'appello che le associazioni di Protezione ambientale, il Club alpino italiano delle sezioni di Farindola, Penne e Loreto Aprutino, e la delegazione Abruzzo Mountain Wilderness hanno rivolto a tutte le autorità competenti. Le associazioni, tramite i propri rappresentanti locali, hanno indirizzato il loro sollecito a tutte le più alte cariche politiche e istituzionali regionali e di governo: dal presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei ministri, dal ministro dell’Interno al capo della Protezione civile nazionale, dal prefetto di Pescara Francesco Provolo, al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.
L’intenzione è quella di essere messi a conoscenza dei progetti, dei tempi necessari per la rimozione dei detriti e riguardo la messa in sicurezza delle acque in superficie, e di quelle sotterranee, della sorgente della “Vitella d'Oro”.
«Dal 12 marzo, giorno della definitiva scomparsa della neve nel tratto valanghivo Valle Bruciata, prateria di Rigopiano», spiegano in particolare i rappresentanti delle associazioni, «l’omonimo corso d’acqua è stato oggetto di probabile inquinamento da sostanze liquide e micro-solide presenti tra le macerie dell’hotel. Chiediamo pertanto che si effettui, con urgenza, la rimozione dei detriti edilizi per la bonifica integrale del sito, allo scopo di restituire all’area l’integrità ambientale e il valore paesaggistico; ma anche e che sia consentito il recupero degli oggetti personali delle vittime alla presenza dei parenti o eredi. Sarebbe inoltre necessario far smaltire gli scarti edilizi ferrosi, legnosi ed altro materiale in appositi impianti autorizzati al riciclo e allo smaltimento».
I rappresentanti della associazioni chiedono anche di far perimetrare, nel sito bonificato, uno spazio da dedicare alle Vittime della valanga in sintonia con il paesaggio naturale, e di far collocare nel polo scientifico del parco di Farindola alcuni tronchi di faggi secolari abbattuti dalla valanga per uso didattico per studenti, turisti e cittadini, per la conoscenza anagrafica dell'età degli alberi vetusti.
Le intenzioni delle associazioni dovranno però, per forza di cose, attendere i tempi necessari per far sì che il sito di Rigopiano, sul quale si è abbattuta la forza disastrosa della valanga lo scorso 18 gennaio, venga dissequestrato. Da un paio di mesi la custodia del sito sotto sequestro di Rigopiano è stata affidata a Enrico Colangeli, tecnico del Comune di Farindola,
(f.bel.)
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