«Servizi a rischio nei consultori»

Pettinari: il piano di riordino ospedaliero potrebbe indebolire queste strutture
PESCARA. «Mi viene il dubbio che ci sia il progetto di internalizzare dentro l’ospedale i servizi offerti dai consultori della provincia, indebolendo la medicina territoriale ed eliminando quella capillarità in città e provincia di cui chiediamo, da sempre, un potenziamento». A parlare è Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale e esponente del Movimento 5 Stelle, preoccupato per il futuro dei nove consultori della Asl di Pescara.
Leggendo le schede della bozza del piano di riordino ospedaliero in discussione in commissione in questi giorni, Pettinari deduce che «nella Asl sono previste una Unità operativa complessa di ginecologia e una Unità operativa semplice di Ostetricia nell’ospedale Santo Spirito, una Uos di IVG a Penne e una nuova Unità operativa semplice dipartimentale denominata “Umanizzazione del percorso nascita, parto analgesia emergenziale”, che dovrebbe essere attivata nell’ospedale di Pescara, su cui non sono ben specificati servizi e funzioni. Creare una nuova Uosd significherebbe nominare nuovi primari, nuovi dirigenti e in generale una nuova struttura amministrativa», riflette Pettinari. «E perché dovremmo farlo se ci sono già 9 consultori sul territorio? Invece di creare doppioni non sarebbe meno oneroso e più semplice potenziare i servizi delle strutture già esistenti?», si chiede Pettinari lanciando l’allarme. «Se i miei dubbi venissero confermati saremmo davanti a un duro colpo alla medicina territoriale e non è accettabile. La Asl ha bisogno di potenziare i servizi sul territorio, i consultori svolgono una funzione indispensabile ed un lavoro encomiabile: sono gratuiti ed efficaci e snelliscono l’enorme mole di lavoro dell’ospedale. Si pensi, piuttosto, a fornire nuovi ecografi, ad intensificare il personale e migliorare le strutture», conclude Pettinari.

