Servizio ridotto anche per le analisi Il sindaco: tanti reparti in difficoltà

31 Gennaio 2021

Il sindacato Fials: il responsabile del laboratorio deve coprire turni a Pescara e manca un’infermiera Semproni e Blasioli denunciano la carenza di personale in Medicina, Radiologia, Anestesia e Chirurgia

PENNE. Le incognite che ombrano il futuro dell'ospedale San Massimo di Penne aumentano. L'ultimo allarme arriva dal laboratorio analisi. «C'è stata una riduzione del 70% delle prestazioni. Sono solo assicurate le urgenze. Da quattro mesi è rimasto solo il dottor Gesualdo Ursitti, responsabile dipartimentale dei laboratori di Penne e Popoli», sottolinea il segretario regionale Fials, Gabriele Pasqualone. «Non c'è più alcun medico a Penne e anzi il dottor Ursitti ha ricevuto l'ordine di servizio di recarsi anche a Pescara a fare i turni. L'idea di qualcuno è di concentrare tutto a Pescara a discapito dell'area vestina. Non appena il dottor Ursitti ha ricevuto l'ordine di servizio di effettuare turni anche a Pescara, si è sentito male e ha dovuto mettersi in malattia. La carenza ha riguardato anche il personale infermieristico, con un'infermiera che ha preso il coronavirus e non è stata sostituita. Attualmente, il laboratorio del San Massimo è a servizio ridotto. Abbiamo informato della situazione il direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi. Qualora non si arrivi a una soluzione tempestiva, siamo pronti a mettere in atto forti iniziative sindacali. Chiediamo provvedimenti nei confronti di chi ha creato danni ai cittadini vestini».
Anche il sindaco di Penne, Mario Semproni, ha confermato le difficoltà del San Massimo nel corso dell'ultima riunione del comitato ristretto dei sindaci. «L'ospedale San Massimo sta vivendo una delle pagine più buie della sua secolare storia, non vi è reparto o servizio che non viva una quotidiana difficoltà. L'unica unità operativa complessa dell'ospedale, la Medicina, dimezzata nel numero dei posti letto, ha difficoltà anche a coprire i turni del personale medico e infermieristico. In Radiologia c'è un solo medico che ormai da anni effettua un orario da ufficio pubblico: 8-14. Il servizio di Anestesia e Rianimazione ha visto un progressivo taglio del proprio organico, tale da non riuscire a garantire adeguate prestazioni. Si parla di un inizio a breve dei lavori che dovrebbero rendere più idoneo il "contenitore", ma purtroppo il San Massimo ha perduto la maggior parte del proprio "contenuto". La direzione generale della Asl ha promesso che a breve interverrà per porre rimedio alle difficoltà del nostro presidio. La mia preghiera è che s'intervenga il più rapidamente possibile o sarà troppo tardi». Ieri mattina, la situazione del San Massimo è stata ampiamente sviscerata anche dal consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli. Al suo fianco, nello sviscerare le difficoltà dell'ospedale pennese e illustrare le questioni contenute nell'interpellanza al governatore Marco Marsilio, anche il segretario del Pd vestino, Andrea Vecchiotti, e il consigliere del Comune di Penne, Ennio Napoletano. «Solo tra il 21 e il 27 gennaio sono stati pubblicati 9 atti aziendali per l'assunzione di nuovo personale idoneo a coprire parte delle carenze del San Massimo», sottolinea Blasioli. Restano le difficoltà nei reparti di Medicina, nel servizio di radiologia e nel reparto di chirurgia. Ancora Blasioli: «Nel reparto di Medicina di Penne un medico può trovarsi a coprire ininterrottamente 3 turni (mattina-pomeriggio-notte). Anche in chirurgia c'è carenza di personale. In reparto non è prevista guardia attiva, ma solo pronta disponibilità sostitutiva di 2 unità (come sappiamo un chirurgo non può operare da solo). Nella Chirurgia del San Massimo, i medici sono 4 e contrattualmente i giorni di pronta disponibilità sostitutiva mensile non possono essere più di 10. Avere una pronta disponibilità di 2 persone sui turni mensili significa avere necessità di coprire, su 30 giorni, 60 turni più 4/5 turni diurni festivi, quindi una media di 68/70 turni di pronta disponibilità mensile». «Non abbasseremo la guardia perché il San Massimo di Penne, i medici, infermieri e operatori, siano messi tutti in grado di lavorare in sicurezza e con i giusti tempi, per garantire la salute dei cittadini», conclude Blasioli. «Il consigliere regionale Blasioli ha toccato con mano gli effetti negativi prodotti dalla fallimentare riforma sanitaria varata 4 anni fa dal governo regionale di centrosinistra», replicano l'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, e i consiglieri regionali Vincenzo D'Incecco e Luca De Renzis.