«Servono controlli, ma Pescara è sicura»

Dopo il pestaggio di un ragazzo in un parcheggio, parlano gli operatori commerciali. Le indagini puntano sulle telecamere
PESCARA. Cristian Summa, negli ultimi mesi Pescara è stato teatro di diverse aggressioni. Esiste un problema effettivo di sicurezza in città?
«Non ritengo che Pescara possa essere definita pericolosa. È una città di 125mila abitanti che nel fine settimana si popola ulteriormente. Per numero di locali presenti e capacità di fare divertimento, possiamo affermare che questo genere di episodi violenti, fortunatamente, si verificano poche volte l’anno. Non ritengo giusto né veritiero parlare di movida violenta. Anzi. La questione è riconducibile a un problema più ampio, di degrado sociale, legato alle abitudini dei giovani e alla formazione di veri e propri branchi».
C’è qualche accorgimento che possono prendere direttamente gli operatori per arginare questi episodi?
«Proprio perché valuto questo problema come un fattore sociale, credo che neanche le forze dell’ordine possano avere una soluzione. Non è una questione che si risolve, ad esempio, introducendo un coprifuoco, che anticiperebbe esclusivamente negli orari questi episodi, qualora si dovessero generare. La polizia fa già molto a presidio del territorio. Certo è che non bisogna mai abbassare la guardia, ma da parte degli operatori c’è sempre il massimo impegno, dotandosi di vigilanza privata, o attraverso l’isolamento dei gestori che forniscono alcol a poco prezzo».
L’aggressione tra l’altro si è sviluppata in un’area parcheggio isolata. Che cosa si potrebbe fare lungo le golene nord e sud per non farle più essere teatro di violenza?
«Sarebbe necessario un ampio e articolato progetto che ridisegni il volto della città sulla base della vivibilità. Più ci sono attività commerciali e meno c’è degrado. Dobbiamo riportare la famiglia al centro di un divertimento sano. Immagino la golena sud dalla zona di Pescara vecchia, fino al porto turistico, come una lunga passeggiata che conduce direttamente al mare, con librerie, bancarelle. Una banchina vivibile, bella sotto l’aspetto paesaggistico e fruibile per le famiglie. Una proposta che si può tranquillamente traslare anche sulla golena nord».
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