«Servono strumenti per attrarre turisti»

«A me non serve chiamarmi Grande Pescara», esordisce Ottavio De Martinis. «La buona politica può lavorare sul territorio per fare in modo di avere una Grande Pescara, una Grande Spoltore, una Grande...
«A me non serve chiamarmi Grande Pescara», esordisce Ottavio De Martinis. «La buona politica può lavorare sul territorio per fare in modo di avere una Grande Pescara, una Grande Spoltore, una Grande Montesilvano e direi anche un Grande Abruzzo». De Martinis non darà mai dello stupido a un cittadino, ma il voto del referendum è stato «figlio di voci che giravano, promesse di tagli esorbitanti ai costi della politica e soldi a pioggia in automatico». Urbanistica e architettura devono «regalare al nostro territorio qualcosa di diverso da quello che abbiamo avuto fino a oggi: io voglio un nuovo Prg, un piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche, un piano traffico, un centro che sia davvero tale e zero consumo di suolo». Poi un appunto all’avversario Fidanza: «È vero che tutte le città fanno errori, ma qui ne sono stati commessi troppi e letali». De Martinis punta a «strumenti per attrarre il turismo a 360 gradi: non a caso parlo dei Peba, perché una città accessibile potrebbe attrarre una parte specifica di turismo. Il polo alberghiero in questi anni è stato una grande risorsa, con le strutture sportive che hanno garantito lo svolgimento di eventi sportivi, alcuni in sinergia con Pescara e Chieti: questo dimostra che serve buona politica e non la Grande Pescara». Infine, chiarisce quello che secondo lui sarà un grande vantaggio per il prossimo sindaco: «Questo non è un periodo di grandi appetiti a livello urbanistico», e gli architetti «sanno bene che molti proprietari stanno chiedendo di retrocedere i proprio terreni da edificabili in agricoli». (p.d.s.)

