Sette casi, contagi in calo Fazii: ma il virus resiste

Il virologo ha relazionato alla commissione Ambiente sulla situazione in città: il caldo potrà ridurre la contagiosità, ma resta fondamentale il distanziamento
PESCARA. Rigore nei mesi di aprile e maggio per non perdere la stagione estiva, e attenzione alta anche sotto l’ombrellone per non ripiombare in una nuova pesante ondata il prossimo autunno. Sono le raccomandazioni che arrivano dal virologo Paolo Fazii, direttore dell’unità operativa complessa di Microbiologia e Virologia della Asl di Pescara. Intervenuto in Comune, nella commissione Ambiente ieri mattina, l'esperto ha ribadito le regole base da osservare a prescindere dai dati in discesa.
Ieri sono stati 34 i nuovi positivi in tutta la provincia. Due tra i minori di 19 anni. Nel capoluogo adriatico, sono stati 7 i contagi accertati. Numeri confortanti e ben al di sotto dei dati a due e a tre cifre che Pescara ha toccato tra febbraio e marzo, come i 143 del 25 febbraio, i 127 del 13 o i 116 del 28, per citare solo i numeri più alti. Per la terza volta, dalla fine di gennaio, Pescara città si ferma a un numero a una sola cifra, le altre due volte si sono verificate il 14 marzo con 4 casi e il 16 con 8.
Negli ultimi giorni, dunque, i nuovi positivi sembrano essersi ridotti, tanto che l’incidenza settimanale in città, ossia il numero dei nuovi positivi su 100 mila abitanti è scesa a 92 circa, allontanandosi dalla soglia di allarme dei 250, toccata l’ultima volta intorno al 15 marzo. Ma il trend in discesa non deve essere un motivo valido per diminuire il grado di attenzione.
«Il coronavirus c’è, continua a serpeggiare attorno a noi e continuerà a farlo anche con l’arrivo della bella stagione, dunque l’estate e il caldo non uccideranno il virus», illustra il virologo, «piuttosto il soleggiamento può favorire una riduzione della contagiosità, grazie anche all’innalzamento della barriera immunitaria di ciascun individuo, ma proprio come accade con il virus della normale influenza, il coronavirus continuerà a circolare, con un’inferiore capacità di infettare. Se vogliamo evitare tra ottobre e novembre l’ennesima ondata, com’è accaduto lo scorso anno, dovremo essere più responsabili».
Per il virologo dunque è importantissimo il rispetto del distanziamento di 2 metri, l’uso di igienizzanti e delle mascherine anche per i vaccinati, «perché il Covid-19 ha la capacità di penetrare nel corpo umano e di annidarsi nelle mucose nasali, dunque un vaccinato potrebbe essere un portatore di contagio senza saperlo, non avendo sintomi». A rendere il quadro sempre molto delicato è la variante inglese, che colpisce soprattutto i giovani, più contagiosa del 70 per cento e che per Pescara è responsabile dell’84 per cento dei casi.
«Fazii ha anticipato», afferma il presidente della commissione Ivo Petrelli, «che oggi, per interrompere la circolazione del virus, va avviata proprio la vaccinazione dei giovani, principale ricettacolo di contagio. Per la stessa ragione ha ribadito che le scuole dovevano essere chiuse prima e devono restare chiuse, potenziando la didattica a distanza, perché il problema non è semplicemente il luogo scuola, ma sono i trasporti e la trasgressività naturale dei ragazzi. Al contrario, è possibile cominciare a pensare a una riapertura in sicurezza per palestre, stadi e impianti sportivi, specie le strutture all’aperto, e dove è possibile oggi contingentare gli ingressi e sono state installate le strutture utili a garantire la sanificazione e l’igiene».
«Abbiamo ritenuto importante un aggiornamento reale della situazione virologica», conclude il consigliere comunale Petrelli «anche in vista della Pasqua imminente che potrebbe indurre le famiglie e gli amici a una maggiore vicinanza fisica. Ma le indicazioni ricevute dal virologo Fazii sono state di tutt’altro avviso».
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