Settore tessile, manca il personale È caccia agli operai specializzati

Di Giosaffatte (Confindustria): «Lavoriamo a percorsi formativi per l’inserimento nelle aziende» Di Michele (Cna e Its): «Le grosse società sono alla ricerca di addetti già pronti, puntiamo sulle scuole»
Manca il lavoro o mancano i lavoratori? L’Abruzzo vive in maniera drammatica la penuria di manodopera e il settore tessile, un fiore all’occhiello della nostra regione – grazie alla presenza di marchi del calibro di Brioni o del recente approdo di Brunello Cucinelli in terra pennese – soffre in particolar modo. Il fatto è che per realizzare prodotti di qualità servono addetti specializzati. Ci sono? E se non ci sono, come risulta da chi nel mondo della moda ci vive (vedi articolo in pagina), chi deve formarli?
gli scenari
Nei prossimi cinque anni, secondo Unioncamere e Altagamma, in Italia ci sarà un fabbisogno di 75mila persone nel sistema moda. Nel 2023 ben il 47,5% delle aziende ha avuto difficoltà a reperire manodopera. È un'emergenza che tocca in pieno anche l’Abruzzo: la filiera specialistica della moda nell’asse Chieti, Pescara e Teramo ha necessità di avviare al lavoro, nella seconda metà del 2025, più di 300 lavoratori nel settore della moda e della pelletteria.
confindustria
Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, dopo una survey lanciata a primavera scorsa dalla Sezione Moda, sta avviando una serie di iniziative formative per rispondere alle richieste delle aziende. Si è appena conclusa, infatti, la selezione del corso per operatore di confezione che sarà avviato a breve da Fondazione Brioni e Sezione Moda di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico. Il corso di 860 ore viene proposto come risposta concreta e operativa alle aspirazioni professionali di quanti desiderano inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro e per andare incontro alle necessità di figure professionali espresse dalle aziende.
«La nostra attenzione», sottolinea Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, «è rivolta alla progettazione di percorsi formativi che diano risposte in termini di nuove figure professionali da inserire nelle aziende della moda e della pelletteria. Le imprese della filiera dell’abbigliamento chiedono una maggiore velocità dei processi formativi per rispondere alle loro esigenze in tempi decisamente rapidi. Le stesse aziende sono impegnate a collaborare fattivamente in tutte le fasi dei programmi formativi garantendo percorsi di inserimento aziendale veloci e di massima attenzione alle loro esigenze anche attraverso un welfare a misura d’uomo che tenga conto delle necessità dei lavoratori e delle loro famiglie».
la cna
Giovanni Di Michele è il presidente dell’Istituto tecnico superiore di moda, oltre che dirigente della Cna e imprenditore nel settore della pelletteria. «Il personale non si trova facilmente», osserva, «e noi ci occupiamo di formazione con due corsi all’anno rivolti al settore dell’abbigliamento. Con la nascita di alcuni gruppi nel Teramano che lavorano per brand importanti, come per esempio Tods, non si trovava il personale qualificato e ognuno se lo è formato per conto proprio. Queste società erano alla ricerca spasmodica di personale qualificato. Due corsi all’anno sono pochi, ma noi abbiamo avuto un problema logistico, non avevamo una sede, e siamo stati sballottati. Ora l’avremo e si registra una promettente innovazione con il coinvolgimento della scuola. È già partito un corso di 4 anni all’istituto tecnico Manthonè in via sperimentale. L’obiettivo è fare studiare i ragazzi per quattro anni alle superiori per poi farli transitare per altri due anni all’Its. E assicuro, lo dicono i numeri, che chi frequenta con successo il biennio, nell’80% dei casi, trova lavoro.
gli its In Abruzzo
Ce ne sono sei: oltre alla moda a Pescara uno di meccatronica è a Lanciano, uno dell’energia edilizia all’Aquila, uno per la logistica a Ortona, un agroalimentare a Teramo e da meno un anno, per il turismo, un altro è a Giulianova-Mosciano.
la pelletteria
Nel campo della pelletteria si è registrata un’inversione di tendenza. «Negli anni passati», spiega Di Michele, «c’erano stati degli accentramenti sui brand con 3/4 industrie che cercavano personale qualificato e si stavano espandendo. Da un anno la tendenza si è capovolta e si è palesato un forte rallentamento. Parliamo di marchi del calibro di Vuitton, Gucci, Bottega Veneta. Era una realtà che negli anni Ottanta-Novanta produceva prodotti ad altissimo costo. Poi si è spostata puntando sulla qualità e non a caso si è costituita una filiera di brand del lusso, A Giulianova abbiamo il calzaturificio ex Gensi, poi finito in mano ai francesi, che opera per otto marchi, tra cui Coco Chanel. Il polo era arrivato a circa 600 dipendenti e ora inizia a rallentare».
il distretto della moda
Il territorio abruzzese viene riconosciuto come un vero e proprio distretto della moda, con un export nel primo trimestre 2024 del +142%. In quest'ottica, secondo Confindustria Medio Adriatico «la formazione professionale riveste un ruolo cruciale. La nostra regione vanta un patrimonio di competenze artigianali e tradizioni che devono essere preservate e valorizzate. Attraverso corsi di formazione specifici, come quello per operatore di confezione nel settore tessile e abbigliamento è possibile garantire che le nuove generazioni acquisiscano le competenze necessarie per operare con professionalità e competenza».
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