Sfera Ebbasta, crolla l’accusa di istigazione all’uso di droga

22 Febbraio 2020

Nessun reato nei testi delle canzoni del giovane cantante trapper che a luglio 2018 si esibì all’ex Cofa Il pm: «Non è compito della magistratura censurare opinioni, foto e contenuti dei brani dell’artista»

PESCARA. «In aderenza al principio di materialità che permea il diritto penale sostanziale, in mancanza di condotte concrete idonee a tradursi in istigazione, il reato di istigazione al consumo di sostanze stupefacenti non può ritenersi sussistente a meno di non voler ritenere responsabile per le proprie idee, e quindi per un reato di opinione, colui che si limiti a esaltare il proprio, per quanto discutibile e a tratti finanche pericoloso, stile di vita».
E' uno dei passaggi con il quale il sostituto procuratore Anna Benigni, titolare dell'inchiesta sul "trap boy" Sfera Ebbasta, uno dei più seguiti rapper dell’emergente scena contemporanea italiana, formula la richiesta di archiviazione per Gionata Boschetti, vero nome di Sfera Ebbasta, che su questa vicenda giudiziaria ha anche scritto la canzone "Mademoiselle" dove scrive: «Se tuo figlio spaccia, è colpa di Sfera Ebbasta».
LA DENUNCIA L'inchiesta venne aperta a seguito della denuncia presentata il 19 dicembre 2018 da Lucio Malan e Massimo Malegni, senatori di Forza Italia. Secondo quella denuncia, l’istigazione all’uso di droga sarebbe individuabile sia nel testo di alcune sue canzoni, nelle quali si fa chiaramente riferimento all'uso di cannabis, sia in alcune fotografie pubblicate sul profilo Instagram di Sfera Ebbasta, dove il cantante è ritratto mentre tiene in mano o prepara "sigarette artigianali" che, «per modalità di presentazione, appaiono - come scrive il pm, «essere quelle con le quali viene consumata la cannabis». Una denuncia fondata anche sull'esaltazione del consumo di sostanze stupefacenti da parte di un personaggio così noto, molto popolare soprattutto fra i giovani, che sarebbe in grado di tradursi in una condotta di istigazione nei confronti dei fans dell'artista, che potrebbero essere indotti a emulare il loro idolo.
IL CONCERTO La procura delegò quindi la polizia postale ad acquisire il video del concerto tenutosi a Pescara il 12 luglio 2018 nell'ex Cofa, nell'ambito del Terrasound Festival. Ma nessun video venne realizzato, così come nessuna denuncia venne presentata per quella serata per consumo o detenzione e cessione di stupefacenti.
Nel chiedere l'archiviazione per l'insussistenza del reato, il pm fa anche delle brevi considerazioni sulla figura di Sfera Ebbasta: «Un personaggio effettivamente popolare in quanto il suo profilo Instagram conta circa 2 milioni di seguaci o followers che hanno la possibilità, quindi, di seguire in tempo reale tutti i contenuti pubblicati sullo stesso e che i suoi video su Youtube contano visualizzazioni nell'ordine di milioni».
SOCIETÀ DIGITALIZZATA Di conseguenza Sfera Ebbasta è un artista in grado di raggiungere un numero sicuramente importante di utenti, come è «tipico in una società digitalizzata e multimediale quale quella attuale». Ma la procura, entrando nel vivo della vicenda, afferma anche che «nella condotta dell'indagato, in realtà, si rintracciano gli estremi di un'esaltazione delle sostanze stupefacenti sganciata, però, da qualsivoglia condotta materiale idonea a integrare gli estremi dell'istigazione, così come va intesa nell'interpretazione costituzionalmente orientata». Insomma, il fatto che Sfera Ebbasta sia un personaggio popolare e seguito da tanti giovani, secondo il pm «porta con sé il rischio che i "paradisi artificiali" dal medesimo esaltati assurgano a modello per le giovani generazioni».
SCUOLA E FAMIGLIA Ma poi il sostituto Benigni aggiunge anche: «Ma la censura di tale "modello”, fintanto che non si traduca in condotte concrete, non compete all'autorità giudiziaria, ma ad altre istituzioni: la famiglia e la scuola, in primis, le quali hanno il compito di spiegare ai giovani i rischi connessi all'uso delle sostanze stupefacenti, non solo sul piano della legalità, ma anche della salute. Non è compito della magistratura censurare le opinioni e i contenuti dei testi delle canzoni o le fotografie di Sfera Ebbasta, al fine di educare le giovani generazioni».
LA CONSULTA E su questo punto cita la giurisprudenza della Corte Costituzionale in relazione alla legge Scelba sul reato di apologia del fascismo che non contrasta con l'articolo 21 della Costituzione: «Deve cioè essere interpretato quale reato di pericolo concreto, che segna la linea di demarcazione tra la libertà di manifestazione del pensiero e l'esigenza di tutela dell'ordine pubblico». Deve esserci quindi il bilanciamento tra interessi in conflitto: «Nel caso oggetto del presente procedimento, tutela dell'ordine pubblico e della salute da una parte, libertà di manifestazione del pensiero dall'altra. Considerato che la condotta dell'indagato non si è tradotta in comportamenti concretamente involgenti il rischio dell'istigazione, deve ritenersi che il fatto non sussiste».
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