Sfida a 4 in Comune, ora si alza lo scontro Pettinari all’attacco

I candidati sindaco per la prima volta insieme in municipio L’esponente civico contro Masci e Costantini: «Sono uguali»
PESCARA. «Dome’, vieni qua, vieniti a fare la foto. Dai». Carlo Costantini, candidato sindaco del centrosinistra, lo chiama una volta, poi un’altra: «Dome’, la foto. Su». E lui quasi fa finta di non sentire, poi si gira e cammina verso il trio già in posa anche se, quella foto, al termine del confronto, il primo in Comune, proprio non vorrebbe farsela: il sindaco Carlo Masci, che da uscente gioca in casa, sorride più di tutti e gli mette pure una mano sulla spalla, proprio sulla spalla di Domenico Pettinari, il candidato civico che non lesina attacchi a una parte e all’altra per ribadire il suo essere «equidistante» da centrodestra e centrosinistra. Davanti all’obiettivo, sorridono tutti e ci prova anche Pettinari ma non gli riesce. Clic, rompete le righe. Più si avvicinano l’8 e il 9 giugno con i pescaresi chiamati alle elezioni e più si alza l’asticella dello scontro politico: tutti contro tutti a caccia dei voti.
Alle 15.30 di ieri i quattro candidati sindaco si ritrovano nella sala consiliare per un dibattito organizzato dal sito Pescaranews.net: due minuti a testa proprio nel regno del potere comunale, poi bisogna passare il microfono. La sfida parte sotto il segno del fair play fino a quando Pettinari agita le acque raccogliendo l’applauso dei suoi. In sala c’è anche Ernesto Grippo, l’ex comandante della polizia municipale di Pescara durante l’amministrazione D’Alfonso che adesso si è schierato con Pettinari fino ad aprire i suoi comizi. «Ormai assisto a un continuo scarico di responsabilità dal centrosinistra e dal centrodestra», dice l’ex consigliere regionale che fa l’esempio di viale Marconi: «Un progetto sbagliato, ideato dal centrosinistra e peggiorato dal centrodestra. Ora, invece, gli stessi partiti pontificano e promettono che faranno qualcosa di diverso, ma con quale credibilità?», dice Pettinari. Che poi lancia un’altra accusa: «Loro hanno distrutto la città», dice all’indirizzo del centrosinistra e del centrodestra. Anzi, nel mirino di Pettinari finisce soprattutto Costantini: «Mi copia il programma». E Costantini risponde: «Io non cerco Pettinari su Google, io studio e consulto gli ingegneri. Per la mia proposta della metropolitana di superficie, ho un piano di 40 pagine».
Pettinari, poi, gioca alla provocazione: a Masci ricorda l’arresto di Fabrizio Trisi, dirigente ai Lavori pubblici vicino al centrodestra coinvolto nell’inchiesta su tangenti e cocaina in Comune; invece, a Costantini ricorda gli arresti dell’ex giunta di centrosinistra con tre assessori sotto accusa per i concerti affidati senza gara. Masci e Costantini non raccolgono e lasciano correre.
Masci non ci sta a passare per il sindaco di una città allo sbando, come la dipingono gli avversari: «Che Pescara sia cresciuta non mette in dubbio nessuno. Cinque anni fa si parlava di mare inquinato e mercatino etnico, mentre adesso abbiamo la Bandiera Blu, il 24 e 25 ottobre ospiteremo il G7 dei ministri degli Esteri e il turismo è in aumento del 48%. Pescara si sta trasformando con 120 milioni di euro di lavori in corso e questi lavori devono essere fatti tutti adesso perché questo impongono le regole del Pnrr».
Ma il renziano Gianluca Fusilli non è convinto e racconta un’altra città: «Pescara ha perso la sua modernità, si è spenta, in questi anni c’è stato un deficit di programmazione». Poi Fusilli assesta una spallata al centrodestra, obbligato a trovare una soluzione al problema del teatro d’Annunzio chiuso per inagibilità e rischio crollo: «Se a Pescara abbiamo messo i tendoni per le manifestazioni del governo», dice citando la festa di Fratelli d’Italia sulla spiaggia del centro, «una soluzione per le manifestazioni culturali si può trovare. Comunque, nell’ottica dell’area vasta, questa città ha bisogno di un teatro. Magari un palaeventi modulare nell’area di risulta anziché la sede della Regione». Il giro finisce qua: è ora di fare la foto.

