MANOPPELLO

Sfida al caro-bolletta, vince la tradizione e si accende la Casa di Natale

Con 60mila lucine la famiglia Clivio rinnova l’addobbo che attira centinaia di curiosi

MANOPPELLO. C’è la fila di curiosi sotto casa, alle 16.45 di ogni giorno, che aspettano trepidanti l’accensione delle 66.528 lucine natalizie a forma di fiocchi di neve, renne, stelline. Quest’anno c’è anche una tenda in giardino, e a breve arriveranno i pupazzi di neve.

La casa più illuminata di Manoppello è quella di Nevio Clivio, 68 anni, dipendente dell'Enel in pensione, originario di Alanno, che con l’aiuto della moglie Annagiulia Orlandi, pescarese, e i figli Massimo ed Emiliano, quest'anno ha installato 14.500 punti luce in più, per un totale di oltre 66mila, in ogni angolo, muri, staccionate, tetto, giardino e garage.

Un tripudio di colori e jingle bells attivati col bluetooth, che dalle 17 circa, all'una di notte, e poi dalle 6 alle 7 del mattino, attira turisti e curiosi, tra cui tanti bambini, che sostano davanti all’abitazione dei Clivio in via Alcide De Gasperi, 3, ad ammirare tanto luccichio. Salendo e scendendo dalla scala «ho impiegato 45 giorni per montare le oltre 66mila luci multicolor», racconta il pensionato che ha iniziato a coltivare questa passione durante il lockdown, «ne ho aggiunte altre 14.500, quest’anno, e a breve inserirò anche i pupazzi di neve. Ma è emozionante vedere la gente che aspetta fuori al freddo, in piedi, o in macchina, che si accendono le luci gradualmente, attraverso i sei orologi a tempo» posizionati sparsi.

Uno spettacolare scenario natalizio che rapisce gli sguardi di visitatori provenienti dai paesi vicini, ma anche da Latina, Roma, Senigallia, San Benedetto del Tronto. «Una signora arrivata dall'Argentina», rivela Clivio, «era emozionata, ha detto solo: è stupenda».

La dimora si trova a due passi dal tracciato ferroviario. E «all'alba», rivela Clivio, «anche i treni rallentano e la gente si affaccia dai finestrini» per ammirare quella fiaba nata dalla fantasia di un uomo, nonno di due nipotini, Giulia e Leonardo, 11 e 6 anni, che dice: «Aspetto Natale come un bambino»". La favola finirà il 7 gennaio quando le lucine si spegneranno per essere riaccese a Natale del prossimo anno. (c.co.)