Sfila la processione dell’ostensorio

Manoppello, chiuse con il tradizionale rito nella basilica le feste del Volto santo
MANOPPELLO. Si sono concluse con una processione di ritorno alla basilica, con l'ostensorio del Volto santo, le feste dedicate alla sacra icona. Dopo una veglia notturna cominciata domenica sera, molto partecipata e sentita, e la messa mattutina, ieri, un lungo corteo si è incamminato verso il colle del Volto santo chiudendo così la tradizione di fermare per una notte l’icona nella chiesa di San Nicola.
Alla processione hanno partecipato i tanti pellegrini che, da sabato, sono rimasti in città per essere protagonisti anche per questa occasione. Fanno eco intanto le testimonianze rilasciate dai partecipanti al Cammino dopo l'arrivo a Manopello. Esperienza che, in molti casi, sembra aver inciso profondamente sulla coscienza e la crescita spirituale dei partecipanti.
Il Cammino del Volto santo – 343 chilometri percorsi da Roma a Manoppello, sulle orme del pellegrino che nel 1506 portò il Velo in Abruzzo – non è stata una semplice maratona. Tutt'altro. Il Cammino, com’è emerso dal racconto di chi l'ha vissuto (circa 200 persone), è servito soprattutto ad avvicinare i fedeli a quella che è ritenuta l'immagine impressa sul sudario del Cristo risorto, con tutte le implicazioni religiose che questa consapevolezza comporta. Ha colpito soprattutto la testimonianza di un padre di Tocco da Casauria che ha percorso le 10 tappe con la figlia 15enne, realizzando un’esperienza di profonda condivisione. «Questa iniziativa» commenta il consigliere al Turismo, Emanuele De Luca, ispiratore del progetto insieme al Cisc «ha lasciato un segno indelebile e costituirà l'inizio di una tradizione che andrà consolidandosi e migliorando nel tempo. Il Volto santo, attraverso la devozione di noi camminatori, ha potuto farsi conoscere più di quanto non lo sia, soprattutto nei nostri territori. Diventa sempre più popolare grazie al web, ma spesso è proprio qui se ne ignora l'esistenza».
Walter Teti
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