Sfilano in oltre 10mila «Abruzzo, rialzati»

Isola, tanta solidarietà dalle penne nere arrivate da fuori regione «Ricordiamo i caduti in guerra ma siamo qui anche per sostenere voi»
ISOLA DEL GRAN SASSO. Oltre diecimila penne nere, complice la giornata primaverile, hanno invaso ieri mattina, accompagnati dalle note della fanfara degli alpini, le strade di Isola del Gran Sasso. Una cittadina visibilmente ferita dal terremoto, ma comunque pronta ad accogliere e a sorridere agli alpini arrivati da tutt’Italia per la commemorazione dei caduti di tutte le guerre. E in particolare di quelli di Selenyj Jar, il luogo della steppa russa dove il battaglione alpini L’Aquila si sacrificò, con altri reparti della divisione Julia, per coprire la ritirata del corpo di spedizione italiano.
Una manifestazione, quella di Isola, nata nel 1993 per volere dell’insegnante teramano Franco Di Felice e arrivata ormai alla 25ª edizione, grazie soprattutto all’impegno del gruppo alpini di Isola guidato da Giulio Ciarelli. «All’inizio», racconta Di Felice, «eravamo in pochi, in quella che per qualche anno fu chiamata commemorazione dei caduti di Nikolajewka, lo scontro più celebre della campagna di Russia. Nel corso degli anni è diventata commemorazione degli alpini del battaglione L’Aquila caduti a Selenyj Jar, ma non solo. È importante, infatti, ricordare anche la divisione alpina Julia nella campagna di Grecia. Basta ascoltare la canzone “Sul ponte di Perati bandiera nera” e non si può fare a meno di pensare alle voci di quelle migliaia di uomini, alcuni poco più che adolescenti, caduti sui monti della Grecia nell’atroce inverno 1940-41». Sogni e speranze spezzati da una guerra assurda, come ricorda il colonnello Sergey Chukhrov, addetto militare della Federazione Russa, presente ieri a Isola. «La seconda guerra mondiale ci ha divisi», ha spiegato il colonnello russo, «ma oggi siamo qui a testimoniare la pace e l’amicizia fra popoli. Basta con i conflitti». C’erano anche gli Stati Uniti: l’addetto della marina militare statunitense Cor Dave Appezzato ha sottolineato il rapporto di amicizia che lega gli Stati Uniti all’Italia. E dall’estero all’Italia diverse sono state le presenze toccanti di questa 25ª commemorazione, a partire da quella dei sindaci del Reatino Roberto Ermini di Cittaducale, Sandro Grassi di Antrodoco e di Damiano Boccanera, consigliere delegato del comune di Leonessa, «per testimoniare solidarietà», ha spiegato Ermini, «ai nostri amici dell’Abruzzo. Noi ci sentiamo ancora abruzzesi».
Seppur lontani dalla regione, anche gli alpini di Piovene Rocchette, cittadina di 8.300 abitanti in provincia di Vicenza, qui si sentono a casa. «Noi con voi, voi con noi. Questo è il nostro motto», ha ripetuto il sindaco Erminio Masero, che ha voluto ricordare il gemellaggio di Piovene Rocchette con il gruppo alpini di Isola e con il coro Ana Stella del Gran Sasso. «Siamo qui a ricordo di tutti i caduti in guerra, ma siamo qui, quest’anno in modo particolare, anche per portare la nostra solidarietà a questa terra martoriata dalle calamità. Il nostro cuore è qui con voi abruzzesi».
Solidarietà è stata la parola che stavolta, più delle precedenti edizioni, ha accomunato i presenti. «Siamo venuti», ha spiegato Francesco Giupponi, figlio dello scomparso Attilio reduce dal fronte russo, «per cercare di portare il nostro aiuto morale ad una terra meravigliosa, quale è l’Abruzzo, affinché si risollevi».
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