Sfollati pronti a scendere in strada «Vogliamo subito gli alloggi»

21 Luglio 2017

PESCARA. I 236 sgomberati dei tre palazzi Ater di via Lago di Borgiano dichiarati pericolanti e dunque inagibili sono pronti a mettere in piedi una manifestazione di protesta dal prefetto Francesco...

PESCARA. I 236 sgomberati dei tre palazzi Ater di via Lago di Borgiano dichiarati pericolanti e dunque inagibili sono pronti a mettere in piedi una manifestazione di protesta dal prefetto Francesco Provolo se entro la fine del mese non riceveranno risposte chiare e misure concrete da parte di Comune, Regione e Ater.
I residenti si dicono contrari all'autonoma sistemazione proposta nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale e chiedono al sindaco di interfacciarsi con Marco Sciarra, presidente dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili), che ha fatto sapere come siano centinaia gli appartamenti sfitti disponibili in città, allo scopo di trovare un accordo e poter vivere in queste case. Sono queste le due conclusioni alle quali si è arrivati ieri mattina al termine di un incontro tra una trentina di sgomberati e i consiglieri comunali Massimiliano Pignoli e Piernicola Teodoro che li hanno convocati in Comune. All'incontro ha partecipato anche l'avvocato Luca Pellegrini che stasera dalle 19,30 sarà all'hotel Holiday per fornire gratuitamente delle consulenze legali.
Diverse le lamentele e le situazioni di difficoltà che raccontano i componenti delle 84 famiglie sgomberate: «Mio marito», dice una donna, «ha un tumore e si sta sottoponendo a cicli di chemioterapia: come posso rinchiuderlo dentro una stanza d'albergo? Ha chiamato decine di volte all'Ater per segnalare come i palazzi avessero dei problemi, ma hanno sempre rassicurato sulla situazione».
«Non abbiamo soldi per pagare le caparre», dice un'altra residente, «se ci rivolgiamo alle agenzie immobiliari, ci schedano e il Comune non si intesta i contratti di locazione. A noi chi dà le case? E poi dopo un anno, terminati i fondi di cui parlano che succede? Poi, perché ci hanno richiesto le chiavi degli appartamenti se dentro ci sono le nostre cose?».
«I nostri mobili e i nostri oggetti dove li mettiamo?», aggiunge uno degli sfollati, «dovrebbero prevedere fondi anche per questo. Io ho a casa la lavatrice, ma devo spendere soldi per lavare i panni nelle lavanderie a gettone». «Hanno proposto case», afferma un uomo, «in palazzine senza ascensore a persone anziane o con difficoltà di deambulazione». «Ma non farebbero prima», si chiede un altro, «a comprare due palazzi con 84 alloggi invece di spendere tutto questo denaro?».
«Mi devo intestare la casa», conclude una donna, «ma poi quando finiranno i fondi, chi la paga se non abbiamo soldi?». «Scriverò all'amministrazione comunale», dichiara Pignoli, «segnalando le criticità riportate dai residenti e se entro fine mese non si avranno risposte chiare e misure concrete, andremo a protestare dal prefetto che dovrà farsi carico della situazione e risolverla visto che è il delegato sul territorio del governo e dato che questa è una vera e propria calamità per Pescara».
«Un mese e mezzo fa», ricorda Teodoro, «siamo stati in via Lago di Borgiano con l'amministratore unico dell'Ater, Virgilio Basile, e con l'ingegner Morelli. I cittadini dissero di avere lesioni nelle case e di sentire scricchiolii, ma risposero come se si trattasse solo di un assestamento. La Regione deve intervenire immediatamente, visto che l'Ater è un suo ente strumentale. Ci sono case libere e la Regione può pagare affitti calmierati ai costruttori».
Oggi è previsto un incontro con i responsabili degli uffici della Protezione civile regionale, per avere un quadro compiuto e operativo sull’iter da seguire e le procedure che interessano la fase della richiesta e dell’assegnazione del contributo di autonoma sistemazione.
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