Sfratto rinviato, i gestori: «Vogliamo sanare tutto»
CITTÀ SANT’ANGELO. Notti insonni, preoccupazioni e tante lacrime per i 30 dipendenti, i 62 ospiti e i loro familiari della residenza Fraternità Magistrale di Città Sant’Angelo, che fra qualche...
CITTÀ SANT’ANGELO. Notti insonni, preoccupazioni e tante lacrime per i 30 dipendenti, i 62 ospiti e i loro familiari della residenza Fraternità Magistrale di Città Sant’Angelo, che fra qualche settimana chiuderà i battenti perché non a norma. Questo lo stato d’animo che si respirava ieri mattina nella struttura dove è arrivato l’ufficiale giudiziario che ha solo rinviato di un mese lo sgombero della residenza.
«Vivo in questo istituto da 10 anni, mi trovo benissimo e non voglio andarmene. La struttura non deve chiudere!», commenta Silvana Ceresano, una delle ospiti storiche della residenza sulla cui facciata campeggiano ora diversi striscioni contro la chiusura. «Questo comportamento è contrario a quanto afferma papa Francesco tutti i giorni e al dettato sulla carità cristiana», aggiunge Omero Annese, ospite da un anno. I più preoccupati sono poi i familiari degli ospiti, molti non autosufficienti, che ora faticano a trovare nuove strutture. «Credo che qualunque problema possa essere risolto di fronte alla sofferenza di questi anziani», commenta Enio Remigio, residente angolano che rischia di dover portare la propria madre a 80 chilometri di distanza.
Sconforto anche per i dipendenti. «Lavoro qui da 18 anni. Siamo una grande famiglia ed è triste pensare di non vederli più», rivela Irene Di Giovanni. Ad auspicare un epilogo diverso, in vista dell’udienza del 28 febbraio, è il nuovo gestore della struttura, Dino Di Stefano, socio di maggioranza subentrato alla guida della Ares dal 27 dicembre. «Siamo subentrati pieni di buone speranze, sperando di trovare un accordo con il vescovo», riferisce. «Ho proposto di sanare subito 100 mila dei 170 mila euro di debito e di effettuare i lavori di adeguamento. Abbiamo cercato altre forme di mediazione, ma finora nulla». (a.l.)

